Chi si avventura tra le mischie mollusche più caotiche sa bene che qualche buon trucco fa sempre comodo, e con Splatoon Raiders vale ancora di più. Questo spinoff prende la formula classica della saga e la scombina volutamente, cambiando alcuni pilastri che i fan davano ormai per scontati. Le sotto-armi, tanto per dirne una, non sono più legate agli strumenti offensivi principali, e questo apre a un tipo di sperimentazione mai visto prima nella serie. Aggiungeteci la scelta di quale membro del Trio Triglio metterà mano al robot e capirete che qui ogni decisione pesa. Per chi vuole ambientarsi in fretta e fare incetta di tesori, ecco da dove partire.
Congegni e inchiostro, le basi che fanno la differenza
Dopo le prime cacce al tesoro, il gioco introduce i congegni, e conviene testarli subito, non appena scatta il primo scontro, per poi ripetere la dose al termine del cooldown. Servono a controllare meglio il campo di battaglia e, non da meno, a distrarre i nemici. Diventano ancora più preziosi quando si gioca in co-op. C’è poi una domanda che i veterani si porranno di sicuro: ha ancora senso tingere il terreno del proprio colore anche fuori dalle classiche mischie? La risposta è sì. Nuotare nel proprio inchiostro, coprendo magari quello dei Salmonoidi, permette di muoversi più in fretta e ricarica il serbatoio. In molti frangenti è letteralmente la differenza tra restare in piedi e farsi splattare.
Anche in solitaria non si è mai davvero soli. Pinnuccia, Morena e Mantaleo si alternano alla guida del robot, che a sua volta ha un caricatore di inchiostro da scaricare addosso agli avversari. Anche quando è la CPU a controllarlo, basta il tasto Ⓧ per richiamarlo. Il suo uso non si esaurisce nell’atterraggio in picchiata sui nemici: grazie al trampolino si sblocca una planata che diventa fondamentale per l’esplorazione. E in battaglia allontanarsi dalla bolgia o puntare un bersaglio preciso può funzionare come ottimo diversivo.
Sperimentare paga, sempre
Una cosa non cambia mai in questa saga: le armi impongono stili di gioco diversi. Le duplo e quelle a ripetizione rendono al meglio a media e corta distanza, per via della loro cadenza di fuoco. I secchiostri e le armi a carica danno invece il meglio sulla lunga gittata. Se proprio si vuole ricorrere a queste ultime, meglio evitare di caricare a testa bassa e piazzare piuttosto un congegno che copra quel ruolo. Cambiare armi e serbatoi, a patto di fare il dovuto grinding con ciascuna opzione, non comporta penalità di alcun tipo. Il messaggio è chiaro: la sperimentazione viene premiata apertamente.
Vale la pena non ossessionarsi con la raccolta di ogni drop dei nemici. Esplorare conta, certo, ma il level design resta abbastanza lineare e, se qualcosa sfugge lungo il tragitto, il gioco raccoglie quell’arma o quel componente al posto vostro. Ci sono poi i punti abilità da investire nelle migliorie ai serbatoi, per esempio aggiungendo nuovi slot. Quale conviene potenziare? Meglio concentrarsi sul serbatoio di riferimento, quello attorno a cui si costruisce lo stile personale, tanto gli upgrade vengono comunque ripartiti in automatico.
Gli ultimi accorgimenti prima di ripartire
Restano giusto un paio di dritte per chiudere il quadro. Ogni spedizione ricompensa con parecchia roba, tra armi e migliorie varie. Prima di passare al livello successivo conviene sempre dare un’occhiata alla nuova mercanzia. Un bonus del 10 percento in gittata sembra poca cosa, ma contro le orde più fitte di Salmonoidi ogni piccolo aiuto fa la sua parte. E se la scelta si fa troppo complicata, nulla vieta di affidarsi al gioco stesso. Quando decidere tra portata, potenza o danno crescente diventa un rompicapo, basta il tasto Più (+) per sfruttare combinazioni già ben ottimizzate dall’IA.










