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Chi passa del tempo sui social conosce bene la sensazione racchiusa nell’acronimo FOMO, la paura di restare tagliati fuori, di perdere qualcosa che gli altri stanno vivendo in quel momento. Fear Of Missing Out, per esteso, è un fenomeno psicologico che tocca moltissime persone e che gli schermi amplificano di continuo. Ed è proprio questo il cuore della nuova docuserie disponibile in streaming su RaiPlay, dove il termine diventa titolo, chiave di lettura e quasi diagnosi generazionale.
La serie si chiama FOMO, Fear Of Missing Out, ed è composta da 12 episodi pubblicati ogni giovedì, raggiungibili all’indirizzo raiplay.it/programmi/fomo oppure dall’app. Non una fiction con attori professionisti, ma il racconto reale di un gruppo di studenti del Liceo Vittoria Colonna di Roma, seguiti dal primo giorno di scuola fino all’appuntamento con la maturità.
Un anno scolastico raccontato attraverso chat e messaggi vocali
Il percorso è quello che chiunque abbia frequentato un liceo riconosce al volo: interrogazioni, assemblee, notti passate fuori casa, amicizie che si consolidano o si sfaldano, confessioni sussurrate quando le telecamere sembrano essersi dimenticate di essere accese. In mezzo ci sono i diciottesimi, l’Erasmus, l’autogestione, le gite, i cento giorni, il ballo di fine anno e infine gli esami. Anche le situazioni domestiche, non sempre facili, trovano spazio senza filtri particolari.
Il filo conduttore della docuserie però non sono le aule. Sono le chat, i messaggi vocali, le storie condivise. Gli schermi degli smartphone entrano nel racconto come personaggi a pieno titolo, con Stories, vocali interminabili, TikTok e gruppi WhatsApp che diventano materiale narrativo e non semplice contorno. Il risultato descrive una generazione che ha smesso di distinguere fra vita online e vita offline, perché la separazione, semplicemente, non esiste più.
Il linguaggio scelto dagli autori è diretto, semplice, spesso ironico. Ed è una scelta che porta a un effetto curioso: il ritratto dell’adolescenza che ne esce probabilmente dice qualcosa in più agli adulti che ai coetanei dei protagonisti, che invece quelle dinamiche le vivono ogni giorno e non hanno bisogno di vederle spiegate.
Estetica da teen drama con la sostanza del documentario
Sul piano visivo FOMO mescola due registri che di solito viaggiano separati. Da una parte il realismo tipico del documentario, con camera a mano e luce naturale, dall’altra il ritmo e l’estetica del teen drama, quello che passa dalle piattaforme internazionali e che i ragazzi consumano a episodi. Le riprese seguono i protagonisti senza costruire troppo, ma il montaggio spinge, alterna, gioca con i formati verticali dei telefoni.
La produzione è un contenuto originale della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, scritto e diretto da Pietro Daviddi e David Gallerano. Dietro la macchina c’è OUR FILMS, con Gabriele Immirzi, Lorenzo Mieli e Mario Gianani. La parte musicale porta la firma di Warner Music Italy e include un brano inedito realizzato da Ariete, mentre la colonna sonora è affidata ai Voga, ovvero Enrico Esposito e Lorenzo Biscione.
La cadenza settimanale, con un episodio nuovo ogni giovedì, accompagna lo spettatore lungo l’intero anno scolastico dei ragazzi del Vittoria Colonna, rispettando la progressione naturale del racconto invece di scaricare tutto in blocco. Una scelta che, per una storia costruita sull’attesa e sulla paura di perdersi qualcosa, ha una sua logica piuttosto evidente. Gli episodi sono disponibili gratuitamente sulla piattaforma RaiPlay, sia da browser sia tramite applicazione per smartphone, tablet e smart TV.
Fonte: TecnoAndroid








