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Snap ha aspettato parecchio prima di giocarsi davvero la carta dell’intelligenza artificiale, e adesso la mossa arriva con un nome preciso: Specs Intelligence, un assistente autonomo presentato insieme ai nuovi occhiali per la realtà aumentata dell’azienda. Non è l’ennesima funzione infilata dentro Snapchat, ma un servizio separato, con app dedicate per desktop e per mobile, pensato anche per chi un paio di occhiali non ce l’ha e magari non ha nessuna intenzione di comprarlo.
La differenza rispetto al passato è sostanziale. Fino a oggi Snap aveva aggiunto a Snapchat una serie di funzioni basate sull’IA generativa, senza però trasformare la tecnologia nel centro della propria strategia, a differenza di quasi tutti i concorrenti nel mondo dei social. Qui invece il discorso cambia, perché Specs Intelligence viene descritto come un servizio di intelligenza artificiale anticipatoria, cioè qualcosa che prova a capire in anticipo cosa serve e quando.
Come funziona l’assistente anticipatorio di Snap
L’azienda evita accuratamente le parole agente o assistente, ma la descrizione suona familiare a chi ha seguito il recente annuncio di Muse da parte di Meta. Secondo quanto spiegato in un post sul blog ufficiale, il sistema costruisce una comprensione di obiettivi, priorità, relazioni e abitudini a partire dalle app e dagli strumenti che l’utente sceglie di collegare. Tradotto: più account si agganciano, più il servizio diventa utile.
Il collegamento con servizi esterni, Google in primis, è il cuore del meccanismo. Da lì arrivano promemoria puntuali e informazioni pertinenti, tarate su quello che il sistema ha imparato. Gli esempi citati da Snap sono concreti: domande da porre e cose da ricordare prima di una riunione, oppure i dettagli di viaggio che compaiono poco prima della partenza. C’è anche una logica di organizzazione per contesti, chiamati corners, che tengono separate le faccende familiari dalle scadenze di lavoro.
Il tono generale è molto più orientato alla produttività di qualsiasi cosa vista finora in casa Snap, dove l’intrattenimento e le lenti divertenti hanno sempre avuto la priorità assoluta. Qui si parla di gestione del tempo, di attenzione, di cose da fare.
Gli occhiali AR e la questione privacy
Chi possiede un paio di Specs, gli occhiali per la realtà aumentata, ritrova le informazioni direttamente nel campo visivo. Il comando vocale è “Hey Specs” e permette di fare domande all’assistente senza toccare nulla. Durante le prove pratiche con gli occhiali la funzione non era ancora attiva, anche se il comando vocale funzionava già per aprire una finestra del browser. Il meccanismo, nella sostanza, ricorda parecchio il modo in cui Meta AI lavora con gli occhiali della concorrenza.
Snap sembra voler anticipare le critiche che hanno accompagnato l’approccio di Meta sul terreno più scivoloso, quello dei dati personali. L’azienda dichiara che Specs Intelligence non verrà usato per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale e nemmeno per servire pubblicità. In più mette nero su bianco che il personale di Snap non può visualizzare né accedere ai contenuti personali utilizzati con il servizio.
Sulla disponibilità, per ora si va cauti. Negli Stati Uniti è già possibile provare una versione limitata tramite l’app Specs per iOS. Questa anteprima consente di collegare l’account Google e ottenere informazioni su dove si concentrano tempo e attenzione, ma non include i suggerimenti proattivi, che restano la parte più interessante del progetto. La versione completa di accesso anticipato sarà inizialmente solo su invito e funzionerà esclusivamente con l’app Specs per Mac. Chi vuole provarla può iscriversi alla lista d’attesa già da adesso.
Fonte: TecnoAndroid








