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Sonos 27: con Fabric e i chatbot IA l’app servirà sempre meno

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Con Sonos 27 l’azienda californiana mette in cantiere il cambiamento software più ambizioso della sua storia, al punto da immaginare un futuro in cui l’app non serva quasi più. L’occasione per parlarne è stata il lancio italiano di Beam Ultra e Ace Ultra, la nuova soundbar premium “entry level” e le nuove cuffie di fascia alta presentate a inizio settembre a IFA. La qualità audio è molto promettente, ma per giudicarla davvero servirà un ascolto più lungo e ragionato. Il cuore della strategia però è altrove, cioè in un aggiornamento che richiederà fino a un anno per essere completato e che punta a far sparire app e web app per lasciare spazio all’intelligenza artificiale e a un’interazione fatta di vicinanza fisica e piccoli tocchi.

Fabric e l’intelligenza artificiale al centro di Sonos 27

La nuova versione del sistema operativo arriverà nel corso del prossimo anno, anche se con buona probabilità le prime prove partiranno già in autunno. Per la prima volta non si tratterà soltanto di un’app per smartphone ma anche di una web app, utile ad esempio per gestire il proprio impianto da remoto. Il vero fiore all’occhiello è però Fabric, una sorta di tessuto che collega tra loro i prodotti del marchio e li fa dialogare semplicemente in base alla posizione o alla pressione del tasto play.

Gli esempi aiutano a capire. Gli speaker portatili Sonos Play possono entrare a far parte di un impianto surround, ma quando vengono portati fuori casa tornano a comportarsi come normali diffusori portatili. Una volta riposizionati vicino al divano rientrano da soli nella configurazione surround, e non conta nemmeno la base di ricarica, un dettaglio che rende ancora più semplice allestire un home theater slegato dalle prese di corrente. Stesso principio con le cuffie: chi indossa Ace Ultra e si avvicina a uno speaker Sonos può premere play sul diffusore per spostare lì la musica. L’obiettivo è liberare l’utente dalla solita trafila fatta di app da aprire, dispositivo da scegliere e riproduzione da avviare. In questa logica si inserisce l’integrazione tramite MCP dei chatbot IA. Sarà possibile parlare con Claude, ChatGPT, Gemini e gran parte dei modelli linguistici, chiedendo loro di agire direttamente sui dispositivi. Richieste come “metti quell’album dei Beatles in cui attraversano le strisce pedonali” oppure “riproduci quella canzone che fa zumpapapa zumpapapa zumpapapà” diventeranno comandi comprensibili. Memore dei problemi del passato, Sonos ha scelto un rilascio controllato: chi vorrà partecipare riceverà un invito ad attivare le novità, che potranno comunque essere disattivate per tornare alla versione precedente.

Beam Ultra e Ace Ultra, cosa cambia davvero

Beam Ultra è la nuova soundbar con un Dolby Atmos reale e non virtuale, grazie a due altoparlanti rivolti verso l’alto in configurazione 7.1.2. Si colloca chiaramente sotto Arc Ultra ed è pensata per chi vuole spendere meno o ha poco spazio a disposizione, senza rinunciare troppo alla qualità. Sonos ha lavorato parecchio sugli algoritmi di speech enhancement per rendere nitidi i dialoghi di qualsiasi contenuto televisivo. Tra gli ingressi spicca una porta USB C versatile, sfruttabile sia per l’audio sia per un eventuale collegamento Ethernet.

Le Ace Ultra rappresentano invece l’evoluzione del modello precedente, che per il momento resta in vendita. Il design è stato ritoccato per risultare più comodo con gli occhiali, i microfoni sono aumentati per una cancellazione attiva del rumore più confortevole e i driver sono nuovi. L’autonomia sale da 30 a 35 ore con ANC attivo, arrivano il supporto AptX e un equalizzatore personalizzabile a 8 bande. Cuscinetti e batteria sono sostituibili, quest’ultima però solo da un tecnico. Sono inoltre cuffie capaci di funzionare anche in WiFi: entrano nel sistema Sonos come qualsiasi altro prodotto dell’azienda e tra le mura domestiche riproducono musica da tutti i principali servizi di streaming senza bisogno del Bluetooth.

Fonte: TecnoAndroid

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