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Encelado, i geyser potrebbero svelare microbi sotto il ghiaccio

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La ricerca di vita extraterrestre potrebbe avere un indirizzo preciso, e non è detto che coincida con le mete preferite finora. Su Encelado, piccola luna di Saturno, potrebbero prosperare dei microbi nascosti al suo interno, e i suoi geyser potrebbero diventare il mezzo più diretto per individuarli. Un’ipotesi che solleva una domanda piuttosto scomoda per la NASA, cioè se l’agenzia spaziale americana, quando decide dove mandare le proprie sonde, stia cercando la vita nei posti sbagliati.

Encelado e la possibilità che la vita non solo sopravviva ma prosperi

Il punto centrale non riguarda la semplice sopravvivenza di qualche organismo resistente in condizioni estreme. L’idea è più ambiziosa. Dentro Encelado i microrganismi potrebbero addirittura trovare un ambiente favorevole, abbastanza da crescere e moltiplicarsi. È una differenza sottile solo in apparenza, perché un luogo dove la vita riesce appena a resistere e uno dove può svilupparsi con una certa facilità rappresentano due scenari molto diversi per chi studia l’astrobiologia.

Proprio qui entra in gioco la questione sollevata sulla NASA. Ogni scelta su dove inviare una missione comporta delle priorità, e se una luna come Encelado offre condizioni potenzialmente adatte ai microbi, la domanda su quali destinazioni meritino la precedenza diventa inevitabile. Non si tratta di mettere in discussione tutto il lavoro svolto finora, ma di chiedersi se lo sguardo sia puntato davvero nella direzione più promettente. Una provocazione, certo. Però con qualche argomento dalla sua parte.

I geyser come finestra su ciò che si nasconde sotto la superficie

L’aspetto forse più interessante dell’intera faccenda riguarda il modo in cui questi eventuali abitanti potrebbero essere scovati. I geyser di Encelado spingono verso l’esterno materiale proveniente dall’interno della luna, e questo significa che una parte di ciò che si trova sotto la superficie finisce letteralmente per essere lanciata nello spazio. Per chi vuole cercare tracce biologiche è un vantaggio enorme, quasi un regalo della natura.

In pratica non servirebbe perforare chilometri di ghiaccio o tentare atterraggi complicati per raggiungere il cuore del satellite. Basterebbe intercettare e analizzare quello che i getti espellono spontaneamente. Una sonda ben equipaggiata potrebbe raccogliere campioni direttamente da questi pennacchi e studiarli alla ricerca di segni della presenza di microbi. Il concetto è semplice, quasi elegante nella sua logica, e ribalta l’approccio tradizionale alla ricerca di vita su altri mondi, spesso legato all’idea di dover scavare o scendere fisicamente in superficie.

È anche per questo che la domanda sulle scelte della NASA acquista peso. Se esiste un luogo dove la vita potrebbe non solo esistere ma fiorire, e dove allo stesso tempo il materiale interno arriva da solo verso l’esterno, Encelado diventa un candidato difficile da ignorare. La combinazione tra un ambiente potenzialmente ospitale e un meccanismo naturale che ne rende accessibile il contenuto non è affatto scontata nel Sistema solare.

Il ragionamento parte dunque da due elementi legati tra loro. Da una parte la possibilità che all’interno di questa luna di Saturno ci siano le condizioni perché i microrganismi possano prosperare. Dall’altra la presenza dei geyser, che funzionano come una sorta di canale di comunicazione tra le profondità e lo spazio circostante. Ed è proprio attraverso questi getti che, secondo l’ipotesi, gli eventuali microbi nascosti dentro Encelado potrebbero essere individuati.

Fonte: TecnoAndroid

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