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La nuova politica di verifica dell’età di Discord entra in funzione questa settimana e cambia il modo in cui la piattaforma tratta chi la usa, dividendo gli account in due grandi categorie: adulti e adolescenti. Non si tratta di un semplice ritocco alle impostazioni, ma di un criterio che accompagnerà ogni profilo e che deciderà, di fatto, a quali contenuti e a quali funzioni si potrà accedere.
Il meccanismo si appoggia a una serie di segnali raccolti dalla piattaforma stessa. Tra questi ci sono l’anzianità dell’account, quindi da quanto tempo un profilo esiste, e i livelli di attività, cioè quanto e come una persona utilizza il servizio. A questi elementi se ne aggiungono altri, che concorrono a stabilire in quale dei due gruppi collocare ciascun utente. L’idea di fondo è quella di ottenere una stima ragionevole dell’età senza chiedere subito documenti a tutti.
Come funziona la divisione tra gruppo Adulto e gruppo Teen
Il risultato della valutazione porta a due esiti possibili. Da una parte c’è il gruppo Adulto, dall’altra il gruppo Teen, pensato per chi risulta minorenne o comunque per chi non presenta segnali sufficienti a essere considerato maggiorenne. La differenza non è puramente formale, perché l’appartenenza a una delle due categorie determina il perimetro dell’esperienza sulla piattaforma.
Per chi finisce nel gruppo dedicato agli adolescenti, l’ambiente diventa più protetto e più limitato. Si tratta di una scelta in linea con la direzione presa negli ultimi tempi dalle grandi piattaforme sociali, sempre più sotto pressione sul tema della tutela dei minori e sempre più chiamate a dimostrare di sapere chi si trova dall’altra parte dello schermo. La classificazione automatica serve proprio a questo, ridurre il margine di ambiguità.
Chi ritiene di essere stato inserito nella categoria sbagliata avrà comunque modo di intervenire. È la parte più delicata dell’intero sistema, perché nessun metodo basato su segnali indiretti è infallibile, e un adulto con un account creato da poco o con un utilizzo sporadico potrebbe ritrovarsi trattato come un utente più giovane.
Perché Discord ha deciso di intervenire adesso
Il tema della protezione dei minori online è diventato centrale per le piattaforme di comunicazione, e Discord non fa eccezione. Nata come spazio per la comunità dei videogiocatori, l’applicazione si è allargata negli anni fino a ospitare comunità di ogni tipo, con una base di utenti estremamente varia per età e interessi. Gestire questa varietà senza distinguere tra maggiorenni e minorenni era diventato complicato.
L’aggiornamento della policy sull’età risponde quindi a una duplice esigenza. Da un lato mettere ordine nell’accesso a contenuti e funzioni riservate a un pubblico adulto, dall’altro offrire una risposta concreta alle richieste sempre più insistenti che arrivano da regolatori e legislatori in diversi paesi. La spinta normativa in materia di sicurezza dei minori sul web è ormai un fattore con cui ogni servizio digitale deve fare i conti.
Il passaggio al nuovo sistema avviene in modo progressivo e riguarda l’intera base di utenti. Chi utilizza Discord abitualmente noterà la differenza soprattutto nel momento in cui proverà ad accedere a contenuti soggetti a restrizione, perché è lì che la separazione tra i due gruppi diventa evidente e operativa. L’attivazione della nuova politica è prevista nel corso di questa settimana.
Fonte: TecnoAndroid








