Il chip Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro sarebbe pronto a portare una novità interessante sul fronte grafico, ma con qualche punto interrogativo che pesa parecchio. Si parla di AI Frame Fusion, una tecnologia pensata per spingere il framerate nei giochi attraverso upscaling e generazione di frame, esclusiva del modello top di gamma. Il problema, però, riguarda l’uso reale che se ne potrà fare, e qui la faccenda si complica.
Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro: perché il modello base resterà a bocca asciutta
Come già accade per il supporto alla RAM LPDDR6, riservato solo alla versione Pro, anche questa funzione grafica avanzata sarà appannaggio esclusivo del SoC costruito a 2nm. Il motivo è tutto nell’hardware. La GPU Adreno 850 montata sul chip più potente avrà due blocchi dedicati chiamati Matrix ALU, che nel modello standard semplicemente non ci sono. Questi blocchi servono ad accelerare la memoria grafica, la cosiddetta GMEM, ma sono anche l’ingrediente che permette a Qualcomm di far funzionare AI Frame Fusion.
Stando a quanto trapelato, ci saranno due modalità distinte. La prima è una super risoluzione, capace di portare un’immagine da 1080p fino a 1440p. Il risultato si ottiene combinando vettori di movimento, un buffer di profondità, un buffer colore a bassa risoluzione e un fotogramma già renderizzato in precedenza. La seconda modalità invece ricorda molto da vicino la Frame Generation di NVIDIA, quella che prende le informazioni di due fotogrammi e ci infila in mezzo un frame generato dall’intelligenza artificiale, così da alzare il numero di immagini al secondo consumando pochissima energia.
Il rischio di una tecnologia senza pubblico
L’idea di fondo è che questi blocchi Matrix ALU, lavorando insieme alla GMEM della GPU, alleggeriscano il carico sul processore grafico vero e proprio. Sulla carta è un passo avanti sensato per far crescere l’adozione di upscaling e frame generation sui dispositivi mobili. E qui arriva il ma, quello grosso. Il campo naturale di applicazione di questa roba sarebbero i giochi AAA, che però su Android scarseggiano parecchio. Insomma, si rischia di avere un motore potente senza una strada su cui farlo correre.
L’unico spiraglio davvero concreto sta negli emulatori. Se Qualcomm decidesse di collaborare con sviluppatori di software come GameHub e Winlator, integrando AI Frame Fusion in modo che l’utente possa attivarla quando vuole, allora sì che la funzione avrebbe un senso. Se invece l’azienda punterà solo sui titoli nativi, tanto varrebbe proporre un’altra esclusiva diversa per la versione Pro, perché il valore pratico rischia di restare vicino allo zero.
Un precedente che fa ben sperare c’è già. Con Snapdragon 8 Elite Gen 5, quando montato su un dispositivo con superficie ampia e raffreddamento adeguato come il tablet Astra 2 di REDMAGIC, le prestazioni in emulazione riescono a competere e in certi casi persino a superare gli stessi giochi eseguiti in modo nativo su console portatili come ROG Xbox Ally X, quella spinta dal Ryzen AI Z2 Extreme. La differenza, ancora una volta, la farà la volontà di Qualcomm di muoversi nella direzione giusta e di aprire davvero questa tecnologia a chi potrebbe sfruttarla.


