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Il debutto di Siri AI è finalmente datato, ma le condizioni messe nero su bianco da Apple raccontano una storia meno entusiasmante di quella che molti si aspettavano. L’assistente rinnovato arriverà in versione beta insieme a iOS 27, il 14 settembre, e all’inizio parlerà soltanto inglese. Ad ottobre si aggiungeranno cinque lingue, e l’italiano non è tra queste. A spiegarlo durante l’evento è stata Lilian Rincon, VP of AI Product Marketing dell’azienda, che ha elencato francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo come primo allargamento del supporto linguistico.
Il punto va tenuto separato dal discorso su Apple Intelligence nel suo insieme, di cui Siri AI rappresenta soltanto una parte. Quella continua a essere disponibile in sedici lingue, tra cui l’italiano, insieme a cinese semplificato e tradizionale, coreano, danese, francese, giapponese, inglese, norvegese, olandese, portoghese, spagnolo, svedese, tedesco, turco e vietnamita.
Il nodo europeo pesa più delle lingue
Al di là dell’elenco dei linguaggi supportati, c’è un ostacolo che conta molto di più: Siri AI non verrà rilasciato nell’Unione europea. Apple e i regolatori restano su posizioni distanti sul Digital Markets Act, e la funzione non è disponibile nemmeno in Cina, dove l’azienda sta lavorando dietro le quinte per trovare una via d’uscita. Tradotto in pratica, anche quando il supporto linguistico si amplierà, per gli utenti europei il nuovo assistente resterà fuori portata fino a un eventuale accordo. Una situazione che va avanti da mesi senza sbloccarsi.
Limiti d’uso giornalieri e la prospettiva di pagare
La seconda novità è finita nelle note in calce ai comunicati, e non è un dettaglio marginale. Apple conferma che alcune funzioni di Apple Intelligence basate sui modelli eseguiti sui server saranno soggette a limiti d’uso giornalieri. L’elenco comprende Siri AI, gli strumenti di modifica intelligente delle foto come Ripulisci, Extend e Spatial Reframing, Image Playground per generare immagini da descrizioni testuali, i modelli AFM 3 Cloud e AFM 3 Cloud Pro utilizzati nell’app Comandi rapidi e le app di terze parti che sfruttano gli Apple Foundation Models tramite Private Cloud Compute.
Sul tema è stato pubblicato anche un documento di supporto dedicato, intitolato “Learn about Apple Intelligence usage limits”, che chiarisce alcuni aspetti. Primo: i limiti scatteranno in futuro, non subito, ma non viene indicato quando né con quali soglie. Secondo: al raggiungimento del tetto la funzione interessata diventa non disponibile per un certo periodo, dopo il quale l’accesso viene ripristinato. Nessun rallentamento, nessuna versione ridotta, semplicemente uno stop temporaneo. I limiti, spiega l’azienda, possono variare in base alla funzione, alla complessità della richiesta, al carico del sistema, alle politiche di sistema e ad altri fattori. E poi la frase che pesa: un accesso ampliato a queste funzioni sarà disponibile a pagamento. Quanto costerà e in quale forma verrà proposto non è ancora stato detto, ma un indizio era già emerso alla WWDC, quando Apple aveva anticipato che i piani iCloud+ più capienti avrebbero incluso un accesso ampliato alle funzioni soggette a limiti.
Telecamere di casa, il legame con l’abbonamento è già scritto
Esiste un ambito in cui il rapporto tra abbonamento e intelligenza artificiale è già quantificato con precisione, e riguarda le telecamere. Alcune funzioni di Apple Intelligence nell’app Casa, per esempio i riassunti dei video, sono legate a un numero di dispositivi che dipende dal piano sottoscritto: fino a 1 telecamera con il piano da 2TB a 9,99 euro al mese, fino a 2 telecamere con quello da 6TB a 29,99 euro al mese e fino a 5 telecamere con il piano da 12TB a 59,99 euro al mese. L’azienda precisa che il numero di telecamere supportate e le altre caratteristiche dei piani potrebbero cambiare nel tempo.
C’è infine il capitolo delle Apple Intelligence Usage Terms, le condizioni d’uso che fissano requisiti dei dispositivi, disponibilità, limiti di età e modalità di intervento in caso di violazioni. Il passaggio più interessante riguarda quello che Apple definisce uso irragionevole: un utilizzo eccessivo, abusivo, automatizzato, fraudolento, illegale o comunque irragionevole, compreso quello che incide in modo sostanziale sulla disponibilità del servizio o sugli altri utenti, può essere limitato, rallentato, sospeso o sottoposto a limiti aggiuntivi. A decidere cosa sia irragionevole è l’azienda stessa, valutando volume di utilizzo, frequenza, complessità delle richieste, carico del sistema e schemi d’uso. Apple si riserva inoltre il diritto di indagare e di agire contro qualsiasi utilizzo che violi le condizioni, fino a limitare, sospendere o terminare l’accesso alle funzioni. Le stesse condizioni possono essere aggiornate nel tempo, e continuare a usare le funzioni dopo una modifica equivale ad accettarle. iOS 27 con Siri AI e le altre novità arriva il 14 settembre, mentre i nuovi iPhone e i nuovi Apple Watch saranno nei negozi dal 18 settembre.








