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Il marchio Senua è tornato negli archivi di Microsoft, depositato nuovamente lo scorso 15 settembre, e la tempistica dice parecchio: la registrazione arriva subito dopo il naufragio delle trattative per la cessione di Ninja Theory. Tradotto in pratica, la saga potrebbe proseguire anche senza le persone che l’hanno immaginata, scritta e costruita pezzo dopo pezzo. La casa di Redmond, va detto, non parte da zero sul fronte legale. Aveva già in mano i trademark di Senua’s Saga e Senua’s Sacrifice, quindi la tutela dei due capitoli usciti finora era garantita. Il punto è un altro: la nuova registrazione riguarda semplicemente “Senua”, che è poi il titolo del capitolo annunciato di recente. Non un dettaglio burocratico qualsiasi, insomma. Tutelare quel nome adesso, proprio mentre lo studio che lo ha creato rischia di sparire, suggerisce che il progetto non sia stato archiviato.
Ninja Theory verso la chiusura, ma qualche spiraglio resta
La situazione dello studio britannico è appesa a un filo. Le trattative per la cessione sono fallite e Ninja Theory si prepara alla chiusura, collocata all’interno del nuovo piano di ristrutturazione di Microsoft. Restano però in corso le consultazioni interne, appena avviate, e da lì dipende buona parte di quello che succederà nelle prossime settimane. Non è ancora scritto che il team debba scomparire del tutto.
Sarebbe comunque un peccato, e su questo è difficile trovare voci contrarie. Il talento dimostrato dallo studio in passato non è opinabile, e l’ennesima saracinesca abbassata su una realtà creativa di quel livello pesa più di una semplice voce in un bilancio. La sensazione è che si stia guardando ai marchi più che alle persone, il che spiega perché il deposito di Senua arrivi con questo tempismo.
Un altro passaggio di mano dentro Xbox
Quello che sta accadendo alla divisione Xbox in queste ore rende il quadro ancora più chiaro. Il caso Senua non sarebbe neppure l’unico cambio di custodia: da qui in avanti sarà Activision a occuparsi di Halo, e parliamo del franchise simbolo della piattaforma. Quando una proprietà intellettuale di quel calibro cambia casa, evidentemente le regole del gioco interne sono cambiate parecchio.
Detto questo, una situazione del genere non è affatto inedita nell’industria. Ed è perfettamente comprensibile che Microsoft voglia mantenere il controllo su un marchio come questo, costruito attorno a una lore affascinante, densa, con un potenziale narrativo che i due giochi usciti finora hanno solo iniziato a esplorare. Lasciarla scivolare via sarebbe stato strano, soprattutto dopo l’accoglienza critica che il personaggio si è guadagnato negli anni. C’è poi un aspetto che rende la vicenda ancora più delicata per chi segue la serie. Il nuovo capitolo prometteva un inedito focus sull’azione, cioè proprio l’ingrediente che più è mancato ai primi due episodi della saga di Senua. Chi ha giocato Hellblade e il suo seguito sa bene di cosa si parla: atmosfera enorme, comparto audio da manuale, ma un sistema di combattimento che restava un passo indietro rispetto al resto. Quel terzo capitolo doveva essere la risposta a quella critica.
Ora quella risposta è sospesa tra un marchio appena registrato e uno studio che attende di capire il proprio destino. Le consultazioni interne sono l’unico elemento realmente aperto, tutto il resto sembra già deciso a tavolino. E il trademark depositato il 15 settembre resta il segnale più concreto che Microsoft, sul futuro di questo nome, un’idea ce l’ha già.
Fonte: TecnoAndroid








