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Satya Nadella usa l’agente di Excel ma non si fida dell’AI

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Satya Nadella non si fida ciecamente di quello che produce l’intelligenza artificiale. Il numero uno di Microsoft ha raccontato come utilizza gli agenti AI nella sua routine quotidiana, spiegando che i risultati generati dai modelli vanno manipolati, interrogati e messi alla prova prima di essere considerati affidabili. Le sue parole arrivano poco dopo quelle del CEO di Intel Lip Bu Tan, che aveva descritto come si affida agli agenti per svolgere ricerche e quelli che lui stesso chiama i suoi “compiti a casa”. Nadella ha spiegato che gli strumenti Cowork ed Excel agent della sua azienda gli servono per tenere d’occhio i documenti depositati presso la SEC e per analizzare fogli di calcolo, con una particolare attenzione al ritorno sul capitale investito, il cosiddetto ROIC.

Satya Nadella: interrogare i modelli invece di prenderli per buoni

L’occasione è stata il Sources Podcast, durante il quale il dirigente ha anche elogiato il lavoro della divisione Xbox sul fronte dei licenziamenti e della razionalizzazione del business. Nel corso della conversazione, il capo di Microsoft ha individuato due progressi fondamentali compiuti dagli attuali sistemi di intelligenza artificiale dell’azienda. Il primo riguarda la capacità di analizzare in profondità un modello già esistente.

Secondo Nadella, chiedere alla piattaforma Copilot Cowork di creare un modello operativo complesso, come un foglio di calcolo per ottimizzare la catena di approvvigionamento, è ormai possibile. Il vero salto però sta altrove, cioè nella possibilità di eseguire operazioni articolate su quei dati. “Non guardo semplicemente il risultato di un modello e lo accetto, voglio manipolarlo, voglio interrogarlo, voglio ragionarci sopra. Così ora abbiamo anche quello che chiamo il ciclo interno di Excel, l’agente di Excel, che è anch’esso estremamente capace”, ha dichiarato il manager.

Per rendere l’idea, ha raccontato un episodio recente. Il suo team che si occupa dei data center gli ha inviato un foglio di calcolo piuttosto complicato, che lui ha esaminato proprio con l’agente di Excel. “L’ho aperto, sono andato su una cella e ho chiesto all’agente di Excel di dare un’occhiata alla formula che la persona aveva usato in quella cella e di creare cinque fogli con diversi scenari”, ha spiegato. Questa capacità di affidarsi al ragionamento, che secondo il CEO potrebbe persino essere definita ragionamento causale, rappresenta il primo avanzamento che lo entusiasma, perché aiuta a generare valore concreto nei flussi di lavoro aziendali.

Il contesto aziendale unito a quello globale

Il riferimento al valore aggiunto non è casuale. Tocca infatti una delle preoccupazioni principali legate all’intelligenza artificiale, ovvero la redditività delle enormi spese in conto capitale che Microsoft e altre aziende stanno sostenendo per costruire le infrastrutture necessarie.

Il secondo aspetto evidenziato da Nadella è quello che lui descrive come “il contesto aziendale combinato con il contesto del mondo”. Come esempio ha citato un sistema chiamato “data runner in fabric”, che raccoglie tutti i dati SEC provenienti dai fornitori cloud e Neo cloud e li inserisce in un modello semantico. A quel punto entra in gioco il suo agente di programmazione, che trasforma le informazioni in una dashboard. Grazie a questo strumento il dirigente riesce ad “avere la totalità di ogni documento SEC che viene pubblicato, più tutte le analisi interne che si combinano continuamente, restituendo il ROIC in tempo reale per ogni livello”.

Musk e Tan sulla stessa lunghezza d’onda

Le dichiarazioni del CEO di Microsoft seguono quelle di altri due nomi di peso del settore tecnologico che si sono espressi sugli agenti AI. Elon Musk di SpaceXAI ha ammesso che il business legato all’intelligenza artificiale della sua azienda è rimasto indietro di anni rispetto a grandi realtà come Anthropic sul piano dell’esperienza operativa, sottolineando però che il suo agente Grok sta crescendo del 100% su base sequenziale. Lip Bu Tan, invece, ha raccontato un approccio simile a quello di Nadella, spiegando di utilizzare gli agenti per svolgere i suoi “compiti a casa”, cosa che gli permette di non dover più ricorrere agli assistenti per le attività di ricerca.

Fonte: TecnoAndroid

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