Sandokán è finalmente arrivato sugli schermi spagnoli e la reazione del pubblico non si è fatta attendere. Mercoledì 22 luglio la serie più ambiziosa di Can Yaman ha debuttato su Telecinco, riportando in televisione la storia tratta dai romanzi di Emilio Salgari. Un esordio molto atteso, ripagato dai numeri, anche se senza toccare le vette raggiunte in Italia, dove la media era stata di quasi 6 milioni di spettatori.
In piena crisi di ascolti per Telecinco, la serie ha regalato una boccata d’ossigeno all’emittente guidando il prime time della serata. Certo, non ha raggiunto il milione di spettatori, complice il basso consumo televisivo tipico di questo periodo dell’anno. Però ha superato la doppia cifra in entrambi i primi due episodi, con un 11,4% (871.000) e un 12,5% (590.000). Numeri che hanno battuto senza problemi il 9,3% (577.000) di Maestros de la Costura Celebrity 2 e l’8,4% (548.000) di ¡Salta!.
Già nel 1976 il Tigre della Malesia aveva fatto breccia nel cuore del pubblico, e questa nuova versione non ha nulla da invidiare a quella storica. La vicenda è ambientata a metà Ottocento sull’isola del Borneo, dove le tribù native Dayak vivono sotto il dominio spietato dei britannici nel pieno della loro potenza coloniale. Qui Sandokán guida un equipaggio eterogeneo di pirati, finché tutto cambia nel momento in cui incontra e fugge insieme a Marianne, la figlia del console britannico.
Un cast internazionale e le prime reazioni del pubblico
A guidare la squadra c’è Can Yaman, affiancato da un cast internazionale di tutto rispetto. Ci sono Ed Westwick, volto noto grazie a Gossip Girl, John Hannah visto nella saga de La Mummia, Alessandro Preziosi e l’esordiente Alanah Bloor, che veste i panni della figlia del console di cui si innamora il corsaro.
Il pubblico si è mostrato entusiasta, mettendo in evidenza soprattutto il potenziale di Can Yaman nei panni del Tigre della Malesia e restando colpito dalla qualità visiva della produzione. “Mi sto godendo Sandokán. Mi sta piacendo tantissimo”, ha scritto una spettatrice su X, l’ex Twitter. E poi ancora commenti come “È un mix tra Il Medico e La vita di Pi”, “Visivamente mi sembra davvero bella”, “La fotografia è pazzesca”, “È una fantasia” oppure “Magnifica interpretazione di Can Yaman”.
La pubblicità resta il tallone d’Achille
Non tutto però è filato liscio. Come spesso accade, durante la messa in onda di Sandokán sono arrivate anche lamentele. E non riguardano l’interpretazione o la narrazione della serie, quanto piuttosto una critica che torna puntuale ogni volta che si guarda la televisione in chiaro, ovvero la grande quantità di spot pubblicitari. “Ogni volta gli annunci sono sempre più lunghi” oppure “quarant’anni di pubblicità, così non reggo” sono alcuni dei commenti apparsi sul social.
Un fastidio ricorrente per chi segue le trasmissioni gratuite, che rischia di spezzare il ritmo di una serie costruita proprio sulla spettacolarità delle immagini. Il debutto di Sandokán, ambientato tra le atmosfere esotiche del Borneo, ha comunque dimostrato di poter reggere il peso delle aspettative, portando a Telecinco quel respiro che l’emittente cercava da tempo nella sua battaglia quotidiana per gli ascolti del prime time.


