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Il mercato smartphone nella prima metà del 2026 ha un nome sopra tutti gli altri, ed è quello di Samsung. Il colosso coreano chiude il semestre in testa alla classifica globale, con una quota del 22% che le vale il primo posto davanti ad Apple e Xiaomi. Numeri che arrivano dall’analisi di Counterpoint Research e che raccontano un settore in difficoltà, dove crescere è diventato molto più complicato di qualche anno fa.
Il periodo osservato va da gennaio a giugno 2026. In quella finestra Samsung non solo ha mantenuto la leadership, l’ha rafforzata. Dietro, staccata di un solo punto percentuale, c’è Apple al 21%, mentre Xiaomi si ferma all’11%, terza ma con un distacco ben più marcato rispetto alle prime due. Una fotografia che conferma quanto il vertice del mercato sia ormai una faccenda a due, con il resto del gruppo costretto a giocare una partita diversa.
La crescita di Samsung in un settore che arretra
Il dato più interessante non è tanto la posizione, quanto il segno davanti ai numeri. Le spedizioni globali di smartphone Samsung sono cresciute del 9% su base annua nella prima metà dell’anno. Una progressione che in condizioni normali sarebbe già solida, ma che assume un peso diverso se si guarda il contesto generale. Perché il contesto, appunto, non è affatto normale.
Nel secondo trimestre del 2026 il mercato globale degli smartphone ha registrato una contrazione del 7%. Tradotto: mentre il settore nel suo complesso perdeva terreno, Samsung andava nella direzione opposta. Non è una sfumatura da poco, ed è probabilmente il motivo per cui la leadership coreana in questo semestre pesa più di quanto peserebbe in un anno qualsiasi.
Le memorie e l’effetto a catena sui prezzi
Alla radice della frenata c’è un problema che ormai si trascina da mesi e che riguarda un componente tutt’altro che marginale. La crisi delle memorie ha spinto verso l’alto i costi di produzione, e quei costi sono finiti inevitabilmente sui cartellini. Listini più alti significano ciclo di sostituzione più lungo, utenti che rimandano l’acquisto, volumi che calano. Un meccanismo lineare, purtroppo per i produttori.
L’aumento dei prezzi ha colpito un po’ tutti, ma non allo stesso modo. Chi ha filiera più integrata e margini di manovra più ampi ha assorbito meglio il colpo, chi vive di volumi nella fascia media si è trovato a gestire una situazione decisamente più scomoda. La classifica del semestre, in fondo, riflette anche questo.
Cosa dice davvero la classifica del semestre
Un punto percentuale tra Samsung e Apple è un margine sottile, il genere di distanza che può cambiare nel giro di pochi mesi a seconda dei cicli di lancio e della stagionalità. Le dinamiche delle due aziende sono storicamente diverse, con Apple che tende a concentrare la spinta nella seconda parte dell’anno. Per ora, però, il dato del primo semestre 2026 fotografa un primato coreano costruito su una crescita reale e non solo sulla tenuta.
Xiaomi resta il terzo incomodo, ma quell’11% racconta una distanza importante dal duo di testa. Il resto del mercato si divide la quota rimanente in un momento in cui, con la contrazione del 7% nel secondo trimestre, ogni decimale conquistato costa parecchia fatica. I dati di Counterpoint Research confermano che il semestre si è chiuso con Samsung al comando e con il settore ancora alle prese con gli effetti del rincaro dei componenti.
Fonte: TecnoAndroid








