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Dentro il codice di One UI 9 Beta 7 sono comparsi riferimenti che puntano a una direzione piuttosto chiara: Scam Detection arriverà anche su Galaxy S27, la prossima famiglia di top di gamma Samsung. Non solo, perché le stesse stringhe lasciano intravedere un allargamento della funzione a modelli già sul mercato, il che è una buona notizia per chi ha comprato un telefono negli ultimi due anni e non ha nessuna intenzione di cambiarlo a breve.
La funzione, per chi se l’è persa, nasce in casa Google come esclusiva Pixel. Il debutto è avvenuto con la serie Pixel 9, poi quest’anno l’esclusività è caduta: Scam Detection è approdata sulla serie Galaxy S26, segnando il primo vero passo fuori dal recinto dei telefoni Google. Anche i pieghevoli più recenti di Samsung, i Galaxy Z8, supportano la funzione, che gira attraverso l’app Telefono sviluppata da Samsung e non tramite quella di Google. E ci sono indizi che la stessa tecnologia sia in lavorazione per gli smartphone vivo, segno che l’espansione non si fermerà al mondo Samsung.
Cosa dice il codice di One UI 9 Beta 7
I riferimenti individuati nella beta parlano esplicitamente della gamma Galaxy S27, quindi la prossima generazione di flagship dovrebbe nascere già con Scam Detection a bordo, senza attese o aggiornamenti successivi. Fin qui, niente di sorprendente: se la funzione c’è su Galaxy S26, difficile immaginare che venga tolta dal modello che gli succede.
La parte più interessante riguarda i dispositivi già in commercio. Nelle stesse stringhe compaiono infatti la serie Galaxy S25, il Galaxy Z Fold 7, il Galaxy Z Flip 7 e perfino il Galaxy Z TriFold, il pieghevole a tre ante. Se la cosa si concretizza, si tratterebbe di un ampliamento retroattivo non banale, perché coinvolgerebbe sia i flagship classici sia l’intera famiglia dei pieghevoli dell’anno scorso. Un aggiornamento software che porta una funzione di sicurezza su un telefono di generazione precedente è sempre una notizia gradita, considerando quanto spesso funzioni simili vengano riservate ai modelli nuovi come argomento di vendita. Va detto, come sempre in questi casi, che il codice presente in una beta indica un lavoro in corso e non una garanzia. Le funzioni possono cambiare nome, slittare, oppure restare nel cassetto. Ma la presenza di modelli specifici, elencati uno per uno, è un indizio più solido di una semplice ipotesi.
Exynos 2700 e Qualcomm, la doppia strada continua
Nello stesso pacchetto di riferimenti spunta un dettaglio che con Scam Detection ha poco a che fare, e che riguarda invece il cuore dei futuri flagship. Accanto a un chip Qualcomm viene citata la sigla s5e9975, che corrisponde all’Exynos 2700. La coesistenza dei due nomi suggerisce che Samsung intenda mantenere la sua strategia a doppio chipset anche per i flagship del 2027, con alcune varianti spinte dal processore prodotto in casa e altre affidate a Qualcomm, presumibilmente in base al mercato di destinazione.
È un approccio che Samsung ha adottato e abbandonato più volte nel corso degli anni, generando ogni volta discussioni infinite tra chi confronta prestazioni e consumi delle due versioni. Vedere l’Exynos 2700 già nominato nel codice di una beta significa che lo sviluppo è avviato e che la divisione System LSI continuerà a giocare un ruolo nei dispositivi di punta, senza cedere completamente il campo.
Per ora la funzione resta legata all’app Telefono, con l’implementazione Samsung che si affianca a quella di Google. Chi possiede un Galaxy S25 o uno dei pieghevoli della serie 7 dovrà attendere il rilascio ufficiale di One UI 9 per capire se il proprio modello rientra davvero nell’elenco, perché tra il codice di una beta e la versione stabile il passaggio non è mai automatico.










