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Serve pochissimo per capire quanto certe idee, partorite nei piani alti della Silicon Valley, appaiano lontane dalla vita reale. Basta una frase di Sam Altman, numero uno di OpenAI, per scatenare reazioni piuttosto dure. E infatti è successo di nuovo, con un suggerimento sull’uso di ChatGPT che ha lasciato parecchie persone perplesse, se non addirittura infastidite.
Una proposta che ha fatto storcere il naso
Il punto è tutto in una osservazione arrivata da chi il mondo dello spettacolo lo conosce bene. L’attore Mike Dargatis ha sintetizzato in poche parole il sentimento di molti, dicendo che è incredibile quanto certe figure del settore tecnologico siano scollegate dai normali comportamenti umani. Una frecciata secca, che coglie un nervo scoperto quando si parla di intelligenza artificiale e del modo in cui viene proposta al grande pubblico.
Non è la prima volta che una dichiarazione legata a OpenAI genera questo tipo di reazioni. Quando qualcuno che guida una delle aziende più influenti nel campo dell’AI prova a spiegare come dovremmo usare i suoi strumenti nella quotidianità, il rischio è proprio quello segnalato da Dargatis. Le idee suonano affascinanti sulla carta, ma poi si scontrano con la sensazione che chi le propone non abbia davvero il polso di come funziona la vita delle persone comuni.
Il divario tra Silicon Valley e vita quotidiana
C’è qualcosa di ricorrente in queste vicende. Le grandi promesse tecnologiche, la fiducia quasi assoluta negli strumenti digitali, l’idea che un chatbot possa inserirsi in ogni angolo della nostra esistenza. Eppure, ogni volta che Sam Altman lancia una nuova visione su come utilizzare la sua creatura, una parte del pubblico reagisce con freddezza. Il commento tagliente arrivato dal mondo degli attori riassume bene questo scetticismo diffuso.
Il nodo, in fondo, riguarda la distanza percepita tra chi sviluppa queste tecnologie e chi poi dovrebbe adottarle nel giorno per giorno. Non tutti vedono nell’espansione continua di ChatGPT una soluzione utile, e molti anzi la considerano un segnale di quanto certi ambienti abbiano perso il contatto con la realtà ordinaria. Le parole di Dargatis, in questo senso, hanno funzionato come un piccolo specchio in cui tante persone si sono riconosciute.
Resta il fatto che ogni suggerimento proveniente da OpenAI viene ormai osservato con attenzione, e non sempre con entusiasmo. La reazione al nuovo utilizzo proposto ne è la prova. Un’idea che, invece di conquistare, ha portato diversi utenti a esprimere disagio e a chiedersi fino a che punto l’intelligenza artificiale debba davvero entrare nelle abitudini di tutti i giorni.











