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Durante la seconda edizione della San Diego Comic Con Málaga 2026, Shinichiro Watanabe, il creatore di Cowboy Bebop, ha raccontato il suo rapporto con il pubblico spagnolo, i progetti in cantiere e quello che ha imparato dalla sfortunata versione live action prodotta da Netflix. Il regista giapponese è noto soprattutto per la serie che lo ha consacrato a livello mondiale, ma nel suo percorso figurano anche titoli molto amati come Carole e Tuesday, Samurai Champloo e la recente Lazarus.
Arrivato in città da pochissimo, Watanabe ha detto di aver apprezzato molto una passeggiata per le strade di Málaga. Poi una battuta sui fan spagnoli, che a quanto pare lo colpiscono ogni volta che li incontra. Secondo lui sono molto, per dirla in un certo modo, emotivi. Un’osservazione che, a giudicare dal tono, suona più come un complimento che come una critica.
Shinichiro Watanabe: Spike, il personaggio del cuore e il futuro arrivato troppo presto
Scegliere un personaggio preferito tra tutti quelli creati in carriera non è stato semplice. Il regista ha ammesso di non riuscire a decidere, ma messo alle strette ha fatto un nome preciso. Nella sua testa esiste una sorta di ideale dell’avventuriero perfetto e Spike, protagonista di Cowboy Bebop, corrisponde esattamente a quell’immagine. Per lui resta una figura fondamentale.
Il discorso si è poi spostato su Carole e Tuesday, anime uscito nel 2019 che ha conquistato un seguito parecchio affezionato. L’idea è nata dall’influenza della musica pop contemporanea, unita alla voglia di immaginare un futuro costruito attorno a un’intuizione. L’obiettivo era raccontare un’epoca lontana in cui l’intelligenza artificiale fosse in grado di creare opere. Watanabe però non pensava che quel futuro sarebbe arrivato così in fretta. Ha riconosciuto con una certa ironia di aver sbagliato i calcoli, perché quello scenario si è materializzato molto prima del previsto. Chi guarda la serie oggi per la prima volta, ha aggiunto, ci troverà parecchi punti di contatto con la realtà, e questo permette di osservarla con occhi diversi.
Tra i generi ancora inesplorati c’è l’horror. Il regista ha spiegato di avere già un’idea in quella direzione e di volerla portare avanti. In un’intervista precedente gli avevano chiesto quale musica potrebbe accompagnare un’opera di terrore e la sua risposta è stata il flamenco, tra le risate generali. Ha comunque invitato tutti a non entusiasmarsi troppo, visto che potrebbe anche non farlo.
Netflix, One Piece e il nuovo Samurai Champloo
Inevitabile la domanda sulla serie live action di Cowboy Bebop realizzata da Netflix e poi cancellata, una versione che a Watanabe non era piaciuta granché. Alla domanda se gli bruciasse il successo dell’adattamento di One Piece, ha risposto di sentirsi distrutto dentro, salvo poi chiarire subito che si trattava di uno scherzo. Il paragone che ha usato è quello con gli anime tratti dai manga: di solito chi ha creato l’opera originale preferisce non parlarne e non sentirne parlare. Con quella produzione non aveva avuto alcuno scambio né fornito indicazioni, e anche se avesse dato qualche istruzione di base non avrebbe avuto nulla di cui lamentarsi.
Oggi però le cose sono cambiate, perché Watanabe è coinvolto nella versione live action di Samurai Champloo. Proprio alla luce delle esperienze passate, ritiene opportuno dare alcune indicazioni su come impostare l’adattamento. Sui dettagli non si è sbilanciato. Il progetto, ha spiegato, non è nemmeno andato molto avanti e non se la sente di parlare di lavori che non sono ancora davvero iniziati.
Fonte: TecnoAndroid








