In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il governo cinese ha deciso di tirare il freno a mano su un settore che per anni ha corso più veloce di chiunque altro. Le auto cinesi saranno sottoposte a una campagna nazionale di controlli sulla qualità della durata di un anno, con un’attenzione particolare ai sistemi di guida intelligente, alla progettazione dei veicoli e alla sicurezza delle batterie. È un cambio di passo netto per un’industria che finora aveva puntato quasi tutto sulla velocità.
Nuovi modelli a ritmo serrato, aggiornamenti software continui, accumulatori sempre più evoluti, abitacoli digitali e assistenza alla guida sono stati gli strumenti con cui decine di marchi d’oltre Muraglia hanno provato a conquistare automobilisti sempre più esigenti, lasciando indietro molti concorrenti stranieri. Adesso però Pechino vuole, o forse deve, rallentare lo sprint. La decisione arriva in un momento delicato per l’automotive nazionale, stretto tra una domanda interna più debole e una guerra dei prezzi che sta erodendo i margini dei costruttori.
Test più rigidi prima del via libera
A illustrare la nuova linea è stato Xin Guobin, viceministro del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology, durante una conferenza stampa a Pechino. Il messaggio è netto e riguarda tutto ciò che è nuovo, perché prodotti e tecnologie inediti non potranno arrivare sul mercato senza aver superato procedure di approvazione e verifiche più severe. Secondo il funzionario alcune soluzioni presentate come innovative sono finite sulle vetture senza un livello adeguato di test e validazione. Per le auto cinesi si apre così una fase diversa, in cui la rapidità nello sviluppo non basterà più a ottenere il semaforo verde delle autorità.
Alla base della stretta ci sono soprattutto gli incidenti e le segnalazioni dei consumatori, in costante aumento. Il nodo più delicato riguarda la guida assistita, diventata uno degli argomenti di vendita più forti per le nuove elettriche. Pesa in particolare il caso della Xiaomi SU7, coinvolta a marzo dello scorso anno in un incidente mortale nella provincia centrale di Anhui. Tre persone hanno perso la vita quando l’auto si è schiantata contro una barriera mentre il sistema di assistenza era attivo. Il software ha chiesto al conducente di riprendere il controllo appena due secondi prima dell’impatto, avvenuto ad alta velocità.
Sotto la lente però non c’è solo l’elettronica. I media statali hanno riportato anche un aumento delle lamentele sulla qualità delle batterie delle auto elettriche. Xin ha definito questi problemi troppo seri per essere ignorati e ha promesso controlli più incisivi su progettazione e produzione. L’idea è verificare con maggiore attenzione ciò che arriva sul mercato prima che una nuova funzione o un nuovo componente venga adottato su larga scala. Una svolta che potrebbe toccare da vicino la strategia di molti produttori, abituati a usare la tecnologia come segno distintivo in un mercato affollatissimo.
Un mercato in frenata e una concorrenza esasperata
La stretta si inserisce in un contesto economico tutt’altro che rassicurante. Secondo i dati della China Passenger Car Association, a luglio le consegne complessive di automobili in Cina sono scese del 20,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, fermandosi a 1,46 milioni di unità. Le vendite di veicoli elettrici sono calate del 3,9% pur rappresentando il 65,1% del totale. Per il comparto a batteria si tratta del settimo mese consecutivo di flessione. Tra gennaio e luglio i costruttori cinesi hanno consegnato sul mercato interno 5,67 milioni di vetture elettriche, il 12,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
A complicare le cose c’è la guerra dei prezzi, alimentata da quasi un centinaio di marchi che cercano di distinguersi a colpi di nuovi modelli e dotazioni tecnologiche. Paul Gong, responsabile della ricerca sull’auto cinese di UBS, ha descritto questa competizione esasperata come una sorta di “nemico interno” per l’industria. Ora Pechino intende cambiare le regole del gioco.
Le aziende dovranno con ogni probabilità destinare più risorse ai controlli industriali e alla qualità costruttiva, accettando tempi più lunghi per introdurre alcune novità. La tecnologia continuerà a essere decisiva per le vetture made in China, soprattutto nella sfida sui mercati esteri, ma la nuova priorità fissata dal governo cinese è dimostrare prima che una soluzione funziona davvero e solo dopo trasformarla in un argomento di vendita.
Fonte: TecnoAndroid








