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Le vendite di Stellantis negli Stati Uniti nel terzo trimestre sono rimaste praticamente ferme. Il gruppo ha consegnato 324.277 veicoli, appena 548 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Guardando ai primi nove mesi il quadro migliora un po’, con un aumento del 3% che porta il totale a 958.463 unità. Dietro questo risultato piatto si nasconde però un trimestre tutt’altro che tranquillo, fatto di marchi in forte crescita, altri in caduta libera e qualche curiosità davvero difficile da spiegare.
Stellantis USA: Jeep rallenta mentre Ram spinge forte
Per Jeep il periodo è stato complicato. Le consegne sono scese del 20%, passando da 160.564 a 128.542 veicoli, mentre da inizio anno il calo si ferma all’8%. A reggere il colpo c’è Wrangler, che con 44.757 esemplari segna un miglioramento del 5% e cresce del 2% sui nove mesi. Gladiator invece perde il 9% nel trimestre e il 20% sull’anno, mentre Grand Cherokee arretra del 30%. Compass crolla del 62%. L’unico vero balzo arriva dal nuovo Cherokee Hybrid, salito da 131 a 10.344 unità grazie all’aumento della produzione.
Il caso più eclatante resta quello di Wagoneer S. In tutto il trimestre ne sono stati venduti soltanto 146, il 96% in meno rispetto ai 4.163 di un anno fa. A settembre il conteggio annuale si ferma a 519 esemplari contro i 10.426 dello stesso periodo precedente. Jeep ha già messo il modello in pausa per il 2026 e una versione aggiornata dovrebbe tornare nel 2027.
Sul fronte opposto c’è Ram, che ha registrato un aumento del 29% salendo da 103.717 a 134.072 veicoli. Gran parte del merito va a Ram 1500, cresciuto del 73% fino a 76.650 unità, mentre da inizio anno i pickup leggeri del marchio guadagnano il 41%. Ram ha aggiunto 30.355 vendite proprio mentre Jeep ne perdeva 32.022. Le due oscillazioni si annullano quasi perfettamente ed è questo il motivo principale per cui il dato complessivo del gruppo appare così immobile.
Poi c’è il numero più piccolo e più curioso. Nel trimestre è stato venduto un solo ProMaster City, che risulta anche l’unico esemplare consegnato in tutto l’anno. Il vecchio modello è uscito di scena dopo il 2022 e il suo successore completamente nuovo non arriverà nelle concessionarie prima dell’inizio del 2027.
Chrysler e Dodge si affidano ai veterani
Chrysler ha chiuso il trimestre con 34.494 veicoli, una cifra che di fatto coincide con l’intero marchio. Il protagonista è la monovolume Pacifica, tutt’altro che giovane eppure in crescita del 6% nel trimestre e del 13% da inizio anno, abbastanza per superare quota 100.000 unità entro settembre.
Dodge ha messo a segno un aumento del 2% nel trimestre ma resta in calo del 3% sui nove mesi. Il dato interessante riguarda la Charger, venduta in 3.446 esemplari a benzina contro appena 233 Charger Daytona elettriche. Parliamo di quasi 15 auto termiche per ogni versione a batteria. Nessuna delle due però è il modello più venduto della casa. Quel ruolo spetta a Durango, che ha totalizzato 22.755 unità con un incremento del 14% e da solo vale circa l’86% delle vendite Dodge del trimestre.
Alfa Romeo e Fiat quasi scompaiono dal mercato americano
Per Alfa Romeo il bilancio è pesante. Il marchio italiano ha venduto solo 569 vetture in tutti gli Stati Uniti nel terzo trimestre, il 65% in meno rispetto alle 1.614 dell’anno scorso. Da inizio anno le consegne si sono più che dimezzate, scendendo da 4.778 a 2.316. Nessun modello riesce ad attutire la caduta. Giulia perde il 47%, Stelvio il 42% e il più recente Tonale precipita del 79% fermandosi a 199 unità. Per dare un’idea, in una giornata media del trimestre Ram ha venduto più 1500 di quante auto Alfa Romeo abbia piazzato nell’intero periodo.
Ancora più drastica la situazione di Fiat, che nel trimestre si è fermata a 54 veicoli con un calo dell’83%. Si tratta di 52 esemplari di 500e e di due 500X rimaste in giacenza. Da gennaio a settembre il marchio ha venduto appena 291 auto negli Stati Uniti, con la 500e in flessione dell’82% nel trimestre e dell’80% sull’anno.
Fonte: TecnoAndroid








