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Chi sperava di poter navigare in rete durante un volo a basso costo dovrà mettersi il cuore in pace, perché il WiFi a bordo degli aerei Ryanair non arriverà. Non ora, non tra qualche anno. La compagnia irlandese lo ha messo nero su bianco e il suo amministratore delegato, Michael O’Leary, lo ha ribadito con parole che non lasciano margini di interpretazione durante la presentazione dei risultati annuali. Un annuncio arrivato peraltro nel momento più felice della storia del vettore, che ha appena registrato il maggior utile di sempre grazie alla politica dei prezzi bassi e a quella che O’Leary ha definito una strategia conservativa sul fronte del carburante.
Mentre gran parte della concorrenza corre nella direzione opposta, costruendo nuove rotte a lungo raggio e arricchendo l’offerta a bordo con servizi premium, dalla scelta del posto alla connettività, Ryanair sceglie di restare esattamente dov’è. Modello low cost puro, senza fronzoli e senza connessione internet.
Ryanair: niente internet e nemmeno una presa per ricaricare il telefono
Basta leggere i termini e le condizioni del servizio per trovare la conferma: sugli aerei Ryanair non c’è WiFi e non è nemmeno possibile ricaricare i dispositivi durante il viaggio. Nessuna porta USB nei sedili, nessuna presa elettrica, niente di niente. Il che, di questi tempi, pesa più di quanto sembri.
Il motivo è semplice. Da quando è stato vietato l’utilizzo delle power bank durante il volo, arrivare a bordo con la batteria scarica significa restare a secco fino all’atterraggio. Telefono, tablet, console portatile: qualunque cosa si porti con sé, dovrà cavarsela con l’autonomia residua. La compagnia lo dice apertamente, senza girarci intorno.
Sulla connettività, O’Leary è stato ancora più netto. La frase, riportata durante la presentazione, suona più o meno così: non daremo mai internet sugli aerei. Dietro la decisione ci sono due ragioni molto concrete. La prima riguarda i consumi, perché le antenne necessarie per il segnale farebbero salire il consumo di carburante di circa il 2%. La seconda è puramente commerciale: secondo l’azienda, i passeggeri non sarebbero disposti a pagare per un servizio del genere su tratte brevi. E le tratte di Ryanair, per definizione, sono brevi.
Nel frattempo Starlink si prende il cielo
La posizione della compagnia irlandese va in direzione contraria rispetto a quella che ormai è una tendenza consolidata. Il Gruppo IAG, con Iberia e Vueling in prima fila, ha già annunciato il dispiegamento della tecnologia satellitare e il primo volo Iberia con Starlink è già decollato. Il piano della compagnia spagnola è ambizioso: offrire la connessione gratuitamente in tutte le cabine e per ogni tipologia di passeggero, con l’obiettivo di coprire il 35% della flotta a lungo raggio entro quest’anno.
Anche il Gruppo Lufthansa si è mosso. Ad agosto 2026 ha inaugurato il suo primo viaggio con Starlink a bordo, scegliendo la rotta da Francoforte a Roma su un Airbus A320neo. Due nomi pesanti dell’aviazione europea che scommettono sulla stessa carta, mentre Ryanair guarda altrove.
Il risultato è un cambio di paradigma abbastanza evidente. La modalità aereo, quella sospensione forzata dal mondo che accompagnava ogni volo, sta lentamente diventando un ricordo. Adesso si può restare connessi anche a 40.000 piedi di quota, rispondere alle mail, guardare un video, chiudere una call. Per chi viaggia per lavoro e ha bisogno di sfruttare ogni minuto è una notizia eccellente.
C’è però l’altra faccia della medaglia, ed è meno scontata di quanto sembri. Restare fuori copertura è diventato una specie di lusso raro, uno dei pochi momenti in cui nessuno può raggiungere davvero nessuno. Da questo punto di vista l’arrivo della connettività in volo assomiglia anche a un passo indietro, o quantomeno a una perdita. Ryanair, per ragioni che con la filosofia del riposo non hanno niente a che vedere, resta l’ultima isola di silenzio digitale nei cieli europei.










