I taxi a guida autonoma che circolano sulle strade americane stanno rivelando un lato imprevisto e per certi versi imbarazzante, perché il problema non sono i mezzi in sé ma chi ci sale sopra. Rifiuti abbandonati, passeggeri che si addormentano e non si svegliano più, sedili trasformati in discariche. Un quadro che sta costringendo le compagnie a introdurre multe salate pur di arginare comportamenti sempre più fuori controllo.
Quando il vero problema sono i passeggeri
I robotaxi vengono spesso raccontati come una svolta epocale per la mobilità, ma funzionano solo se chi li usa fa la sua parte. E a giudicare da quello che accade negli Stati Uniti, la parte dei passeggeri lascia molto a desiderare. In California, a San Francisco, i cittadini hanno protestato per i rallentamenti al traffico causati da questi veicoli, che ogni tanto commettono errori grossolani e si bloccano in mezzo alla strada. Il rischio, in quei casi, è concreto perché possono ostacolare il passaggio di ambulanze e vigili del fuoco.
In Europa, e da noi in Italia in particolare, difficilmente vedremo circolare questi mezzi tanto presto. Le strade sono troppo strette, gli automobilisti troppo imprevedibili e il rispetto delle regole del Codice della Strada resta un optional per molti. Se già sulle ampie carreggiate americane i veicoli a guida autonoma faticano, immaginarsi cosa succederebbe nel traffico caotico delle nostre città.
Il punto più curioso riguarda però l’inciviltà. Nonostante le telecamere a bordo, i passeggeri americani sembrano completamente indisciplinati. L’assenza di un autista in carne e ossa li fa sentire liberi di comportarsi come vogliono. Waymo, che è stato il primo operatore al mondo a lanciare un servizio del genere, ha denunciato per la prima volta la questione sulle pagine di Bloomberg. Molti clienti si lamentano delle condizioni igieniche delle auto, condizioni provocate però da chi le ha usate prima.
Sui sedili restano macchie, residui di hamburger e patatine, strisciate di ketchup sulle maniglie. C’è chi va oltre e lascia vomito, terriccio, liquidi di ogni tipo. Una utente del servizio a Los Angeles, Sarah Vasile, ha addirittura trovato dei sacchetti della spazzatura abbandonati dentro l’abitacolo.
Sonnellini, parti improvvisi e portiere aperte
Ad Austin, in Texas, la situazione ha toccato punte quasi surreali. Nei primi 9 mesi di servizio sono state fatte 99 chiamate al 911 per persone che si erano addormentate dentro l’auto senza conducente. Ci sono degli altoparlanti interni per svegliarle, ma spesso non basta e serve l’intervento di addetti dedicati alle emergenze.
Waymo ha dovuto pensare a tutto, anche a scenari estremi. L’anno scorso una passeggera di San Francisco, diretta in ospedale, ha partorito sul sedile posteriore di un robotaxi. L’assistente remoto si è improvvisato ostetrico e ha allertato l’ambulanza.
Per gestire tutto questo, le aziende sono passate ai portafogli. Waymo ha offerto EUR 17, circa 18 euro, a chiunque volesse chiudere le portiere lasciate aperte dai passeggeri distratti. La stessa compagnia ha fissato una tariffa di pulizia da EUR 44, quindi circa 46 euro, che può salire a EUR 87, poco meno di 92 euro, se il passeggero segnala per primo il problema. Tesla ha invece previsto EUR 44 per lo sporco leggero, come una semplice macchia di cibo, mentre fumare o lasciare rifiuti organici arriva a costare EUR 131, ovvero intorno ai 138 euro.
L’assenza di un autista umano porta insomma a conseguenze che nessuno aveva davvero previsto, con il costo aggiuntivo di dover mantenere squadre dedicate alle emergenze e alle pulizie.


