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I numeri diffusi da Roblox durante la Roblox Developers Conference raccontano due storie molto diverse che convivono sulla stessa piattaforma: da una parte chi incassa cifre da capogiro, dall’altra la stragrande maggioranza che porta a casa poco più di qualche centinaio di euro al mese. La società ha aggiornato i dati del programma Developer Exchange, meglio noto come DevEx, cioè il meccanismo che permette ai creator idonei di trasformare i Robux guadagnati con giochi e contenuti in denaro vero, spendibile fuori dalla piattaforma.
Partiamo dal quadro generale, che è tutt’altro che modesto. Nell’ultimo anno i creator hanno generato complessivamente circa 1,5 miliardi di euro, con una crescita intorno al 50% rispetto ai dodici mesi precedenti. E dal 2013, anno di nascita del programma, DevEx avrebbe permesso di incassare più di 4,6 miliardi di euro in totale. Cifre che spiegano bene perché tanti sviluppatori indipendenti guardino a questo ecosistema come a una possibile fonte di reddito.
Chi sta in cima alla piramide di Roblox
Nei dodici mesi chiusi il 30 giugno 2026, i primi 10 creator della piattaforma hanno incassato in media circa 60 milioni di euro ciascuno. Non è un refuso: parliamo di dieci persone o studi che, individualmente, superano i fatturati di parecchie software house di medie dimensioni. Scendendo un gradino, i primi 100 si fermano a una media di circa 10 milioni di euro, mentre allargando lo sguardo ai primi 1.000 creator la media si assesta intorno a 1,3 milioni di euro.
Sono numeri che, presi da soli, farebbero pensare a una specie di Eldorado digitale. E in parte lo sono, per chi riesce a intercettare il gusto di un pubblico enorme e giovanissimo. Tra i titoli che hanno spinto la crescita della piattaforma ci sono produzioni come Grow a Garden e Steal a Brainrot, fenomeni virali i cui autori hanno effettivamente raggiunto guadagni nell’ordine delle decine di milioni.
Il dato che cambia la prospettiva
Poi però arriva la cifra che ribalta tutto. I partecipanti a DevEx sono oltre 42.000 e, nello stesso periodo, il guadagno mediano è stato di appena 1.400 euro circa. Non in un mese: in un anno intero. Significa che metà dei creator iscritti al programma ha incassato meno di quella somma, una cifra che non copre nemmeno le spese di un computer decente.
La distanza tra la media dei vertici e il valore mediano è il vero punto della questione. Quando una media si allontana così tanto dalla mediana vuol dire che pochissimi soggetti stanno assorbendo quasi tutto il valore prodotto, mentre la lunghissima coda di sviluppatori si divide le briciole. È la classica distribuzione a piramide molto stretta in alto, la stessa che si ritrova in altri settori dell’intrattenimento digitale, dalla musica in streaming ai video online.
Cosa significa per chi vuole provarci
Il modello di Roblox resta comunque aperto: chiunque può caricare un’esperienza, testarla, vedere se attecchisce. La barriera d’ingresso è bassissima e questo spiega i 42.000 partecipanti al programma. Il problema è che la visibilità, su una piattaforma con quei volumi di contenuti, funziona secondo logiche di viralità difficili da programmare a tavolino. Un titolo esplode e macina milioni, novantanove restano nell’ombra.
I dati presentati alla conferenza, in ogni caso, servono anche a questo: mostrare la dimensione reale dell’economia interna, senza fermarsi ai casi di successo che finiscono sui titoli dei giornali. Il programma DevEx continua a crescere in valore assoluto, e la crescita del 50% anno su anno lo conferma, ma la torta si allarga senza redistribuirsi in modo più equo tra chi la prepara.








