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Chi ha tra le mani un Galaxy S26 probabilmente non si è mai accorto di avere a disposizione una funzione che fa risparmiare parecchi passaggi ogni giorno, e che sta lì spenta di default. Si chiama Home Finder, non serve scaricare nulla, non è sepolta in qualche laboratorio sperimentale di Galaxy AI e si accende in una manciata di secondi. In pratica è la versione di Finder che vive direttamente sulla schermata principale del telefono, senza obbligare a passare dal cassetto delle applicazioni.
Samsung conferma che la funzione è disponibile sui dispositivi compatibili con One UI 8.5 o superiore, quindi dalla famiglia Galaxy S26 in avanti. Il punto è proprio quello: l’opzione può risultare disattivata di serie, motivo per cui si può usare lo smartphone per settimane senza sospettare che esista. Una volta abilitata, però, Finder smette di essere una semplice scorciatoia per aprire le app e diventa qualcosa di più ampio, capace di pescare contenuti dentro il telefono, interpretare richieste scritte in linguaggio naturale e, in certe situazioni, tirare fuori informazioni personali già organizzate in schede.
Come si attiva Home Finder sui Galaxy S26
I passaggi sono pochi, ma il percorso cambia leggermente a seconda della versione software installata. La strada indicata da Samsung è tenere premuto un punto vuoto della schermata Home, oppure fare il gesto di pizzicamento sulla Home, per aprire le opzioni di personalizzazione. Da lì si entra in Impostazioni.
Con One UI 8.5 dovrebbe comparire subito l’interruttore “Mostra Finder nella schermata Home”. Attivato quello, la barra di ricerca appare sulla principale. Va ripetuto perché è la fonte di quasi tutti gli equivoci: la funzione è normalmente spenta, quindi non vederla non significa che il telefono non la supporti.
Con One UI 9 il menu è stato riorganizzato. Il percorso ufficiale diventa Schermata Home, poi Impostazioni, poi “Mostra ricerca nella schermata Home” e infine Finder. Prima si entra nella voce dedicata alla ricerca, poi si attiva l’interruttore. Samsung avverte che nomi e disposizione delle voci possono variare in base a versione software, modello e mercato.
Un dettaglio da tenere a mente: al 4 settembre 2026 One UI 9 è ancora dentro il programma beta. La fase di test è partita a maggio sulla serie Galaxy S26, basata su Android 17, e il 1° settembre è stata estesa a Galaxy Z Fold7, Z Flip7 e a diversi modelli Galaxy S25 in alcuni mercati. Chi resta sul software stabile, quindi, troverà ancora la configurazione di One UI 8.5.
Ricerca in linguaggio naturale e Recall Cards
Il vantaggio vero arriva dopo l’attivazione. Finder permette di interrogare più sorgenti del dispositivo senza dover ricordare in quale app si trovi una certa informazione. La funzione più interessante è la ricerca in linguaggio naturale: invece di digitare il nome esatto di un file, si può descrivere a parole quello che si sta cercando.
Secondo la documentazione dell’azienda, questo tipo di ricerca lavora con contenuti provenienti da Registratore vocale, chiamate registrate, Calendario, Samsung Notes, Promemoria e I miei file. Entra in funzione con richieste di almeno cinque caratteri oppure con frasi complete.
Poi ci sono le Recall Cards. Qui entra in gioco la Personal Data Intelligence, che riconosce alcune informazioni contenute nelle notifiche delle app supportate, tra cui Gmail, Messages, WhatsApp e Wallet. Quando la ricerca combacia, Finder mostra una scheda in cima ai risultati. Comodissimo, per dire, quando serve recuperare al volo i dati di una prenotazione senza ricordare se la conferma sia arrivata via mail o via messaggio.
Sul Galaxy S26 lavora anche il Personal Data Engine, che elabora i dati direttamente sul dispositivo e li protegge con tecnologie come Knox Vault. Disponibilità, app analizzate e funzioni supportate possono però variare. Chi preferisce farne a meno può aprire Finder, toccare il menu con i tre puntini, entrare in Impostazioni e disattivare Personal Data Intelligence.
Scegliere dove Finder deve cercare
Le sorgenti si possono limitare. Con One UI 9 l’impostazione si trova aprendo Finder dalla Home, toccando i tre puntini, entrando in Impostazioni e poi in “Scegli app in cui cercare”, dove ogni applicazione si attiva o disattiva singolarmente. Sulle versioni precedenti quel comando compariva direttamente nel menu di Finder.
Una differenza c’è, ed è utile saperla: Home Finder non mostra le app suggerite. Per i suggerimenti conviene continuare a usare Finder dalla schermata Apps. E se dopo qualche giorno la barra dovesse sembrare inutile, basta tornare nelle impostazioni della schermata Home e spegnere lo stesso interruttore usato per accenderla.








