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Revolut, SMS di phishing si mimetizzano tra i messaggi ufficiali

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Diversi clienti stanno segnalando messaggi di phishing Revolut arrivati direttamente sui loro smartphone, con un dettaglio che rende il tutto più insidioso del solito: sembrano provenire dalla banca stessa. A segnalare il fenomeno sono stati i ricercatori di Malwarebytes, azienda specializzata in sicurezza informatica e privacy, che hanno notato come questa ondata sia arrivata a stretto giro dopo la violazione dei dati che ha colpito l’istituto di credito pochi giorni prima.

Va detto subito, però, che la coincidenza temporale non basta a stabilire un collegamento diretto. Nessuno, al momento, può affermare con certezza che quei messaggi fraudolenti siano nati dalle informazioni sottratte durante l’incidente. Resta il fatto che la vicenda ha creato terreno fertile per chi vive di truffe digitali.

Cosa è successo con i dati dei clienti Revolut

Il punto di partenza è un episodio che ha dell’assurdo. Revolut aveva accettato di trasmettere informazioni relative ai propri clienti dopo aver ricevuto richieste che sembravano provenire da un indirizzo email apparentemente legittimo di un’agenzia governativa. Apparentemente, appunto. I dati finiti erroneamente nelle mani sbagliate non sono briciole: informazioni di identità e di contatto, quindi date di nascita, indirizzi postali, indirizzi email e numeri di telefono. Ma anche copie di documenti d’identità, tra cui passaporti, carte d’identità e patenti di guida. E ancora, i selfie di verifica, quelli scattati durante l’onboarding, insieme a estratti conto e cronologia delle transazioni.

Un pacchetto completo, insomma. Il genere di materiale che consente a un truffatore di costruire una comunicazione credibile fin nei minimi dettagli.

Il trucco degli SMS che si mimetizzano

La parte più sgradevole riguarda proprio il modo in cui questi SMS arrivano. Secondo gli esperti di Malwarebytes, un cliente coinvolto ha ricevuto un messaggio di phishing lunedì 14 settembre, due giorni dopo che Revolut aveva riconosciuto pubblicamente la violazione. Il testo è comparso nella stessa conversazione degli altri SMS ufficiali della banca, andando a mescolarsi con le notifiche autentiche. Chi apre il telefono e vede quel filo di messaggi non ha praticamente modo di distinguere il vero dal falso a colpo d’occhio.

C’è poi un secondo caso raccontato dai ricercatori, ancora più elaborato. Un altro cliente ha riferito che aprendo il link presente nel messaggio è stato reindirizzato verso una pagina web che chiedeva l’accesso alla fotocamera del dispositivo. Toccando il pulsante di consenso, la pagina simulava la procedura di verifica dell’identità tramite video in diretta usata da Revolut, quella in cui viene chiesto di girare la testa. Subito dopo, la richiesta della password.

Una messinscena costruita con cura, che replica passaggi familiari a chiunque abbia aperto un conto sull’app. E proprio per questo funziona.

Come difendersi dai tentativi di truffa

Che l’origine di questi messaggi sia legata all’attacco subito da Revolut oppure si tratti di un’iniziativa autonoma di cybercriminali che hanno fiutato il momento giusto, le contromisure restano le stesse. Malwarebytes ha messo nero su bianco alcune indicazioni piuttosto basilari ma spesso trascurate.

La prima riguarda i link: meglio non cliccare mai su quelli contenuti in messaggi non richiesti. Se la comunicazione riguarda il conto, la strada più sicura è aprire direttamente l’app ufficiale di Revolut e verificare lì dentro. Nessuna scorciatoia.

Seconda accortezza, controllare sempre il dominio visualizzato nella barra degli indirizzi del browser, assicurandosi che corrisponda esattamente a quello atteso. I falsi siti giocano su lettere spostate, estensioni strane, sottodomini messi lì per confondere.

Terzo consiglio, avere sul dispositivo una soluzione antimalware aggiornata e attiva in tempo reale, possibilmente dotata di un componente di protezione web capace di bloccare le pagine fraudolente prima ancora che si carichino.

Per il resto, l’attenzione resta l’arma principale. Nessuna banca, Revolut compresa, chiede password tramite un link ricevuto via SMS.

Fonte: TecnoAndroid

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