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Lo tsunami del 2011 in Giappone non ha lasciato dietro di sé soltanto distruzione. L’onda che ha colpito la costa ha dato origine anche a pesci ibridi, nati dall’incontro tra specie che in condizioni normali sarebbero rimaste separate. Eppure questi nuovi esemplari non hanno avuto vita lunga, visto che sono quasi completamente scomparsi. Una parabola breve che però ha offerto agli studiosi un’occasione rara per osservare da vicino fenomeni che di solito richiedono tempi molto più lunghi.
Quando i confini tra le specie si fanno sottili
Il punto di partenza è un’osservazione che va ben oltre il Giappone. Un mondo in trasformazione sta spingendo i confini tra le specie in direzioni insolite, favorendo incontri e incroci che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati improbabili. Quando l’ambiente cambia, le barriere che tengono separate popolazioni diverse possono indebolirsi e aprire la strada all’ibridazione, cioè alla nascita di individui che portano con sé caratteristiche di entrambe le specie di origine.
Di norma processi del genere si sviluppano lentamente e sfuggono all’osservazione diretta. Lo tsunami ha invece stravolto tutto nel giro di pochissimo tempo, trasformando un evento catastrofico in una sorta di esperimento naturale su scala reale.
Un processo accelerato sotto gli occhi dei ricercatori
È proprio questo l’aspetto che ha attirato l’attenzione dei biologi marini. L’onda ha permesso loro di seguire l’intero meccanismo come se qualcuno avesse premuto il tasto di avanzamento veloce. La comparsa dei pesci ibridi dopo il disastro e il loro successivo declino hanno mostrato in tempi ridotti una dinamica che altrove si distribuisce su archi temporali molto più ampi.
La storia di questi incroci racconta quindi due momenti distinti. Prima la loro nascita, resa possibile dalle condizioni create dallo tsunami del 2011, poi la loro quasi totale sparizione. Gli ibridi generati dopo la catastrofe giapponese sono oggi praticamente scomparsi, lasciando agli scienziati una finestra privilegiata su come un cambiamento improvviso possa ridisegnare i confini tra le specie.
Fonte: TecnoAndroid








