Vai al contenuto
Offerte

Cina, rinnovabili da record ma il carbone resta centrale

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

La Cina sta installando impianti solari ed eolici a una velocità che nessun altro paese al mondo riesce nemmeno ad avvicinare, eppure continua ad affidarsi al carbone per garantire la fornitura di elettricità. Si tratta di un paradosso tutt’altro che semplice da spiegare, perché da una parte c’è una corsa alle energie rinnovabili senza precedenti e dall’altra una dipendenza dal combustibile fossile più inquinante che non accenna a diminuire. Due fenomeni opposti che stanno avvenendo nello stesso momento e che in realtà sono legati più di quanto si possa immaginare.

Cina: i numeri della corsa alle rinnovabili

Lo scorso settembre sono trascorsi cinque anni da quando Xi Jinping aveva annunciato che Pechino avrebbe rafforzato il sostegno ad altri paesi nello sviluppo delle fonti pulite e che non avrebbe più costruito nuovi progetti a carbone all’estero. Questa scelta a favore della transizione ecologica è rimasta anche nell’ultimo piano quinquennale e almeno per ora i dati sembrano darle ragione.

Il gigante asiatico porta avanti da anni uno sviluppo di solare ed eolico su una scala difficilissima da replicare. Basta pensare che l’obiettivo di capacità eolica e solare fissato per il 2030 è stato raggiunto già nel 2024, quindi con sei anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Soltanto in quell’anno il paese ha investito l’equivalente di circa 540 miliardi di euro in energia pulita, pari al 31% degli investimenti complessivi a livello globale, arrivando a una capacità installata cumulativa di 1.840 GW tra eolico e solare. E poi c’è il capitolo dell’accumulo, perché nel solo mese di dicembre 2025 la Cina ha installato tante batterie quante ne hanno messe in funzione gli Stati Uniti nell’arco di un intero anno.

Non finisce qui. Pechino non si limita a produrre energia pulita ma ne costruisce anche le tecnologie e le esporta. Il suo dominio sulla catena di approvvigionamento globale degli elementi indispensabili per questo settore, dall’estrazione dei minerali critici fino alla fabbricazione di moduli fotovoltaici e turbine eoliche, è fuori discussione. A tutto questo si aggiunge la scommessa sull’auto elettrica, che ha portato il paese a guidare in modo assoluto l’industria mondiale con il 75% della produzione e il 60% delle vendite globali.

Il carbone non arretra, anzi cresce

Nonostante risultati così incoraggianti sul fronte verde, la Cina resta il maggiore consumatore di carbone del pianeta. Nel 2025 ha concentrato circa il 55,8% del consumo mondiale e non sembra che la situazione sia destinata a cambiare a breve. Di recente sono entrati in funzione altri 30 GW di centrali a carbone, dieci volte la capacità dismessa l’anno precedente, mentre altri 274 GW sono in fase di progettazione. La ripresa del settore dovrebbe proseguire anche per tutto il 2026.

Perché le rinnovabili spingono verso il carbone

La ragione è curiosa e piuttosto controintuitiva, visto che ha a che fare proprio con le rinnovabili. Avere più impianti puliti non significa poter sfruttare tutta l’energia che producono. Solare ed eolico sono fonti intermittenti che generano elettricità quando c’è sole o quando soffia il vento, non necessariamente quando la domanda lo richiede. Questo provoca picchi di produzione che poi finiscono per andare sprecati. La rapidissima diffusione delle fonti pulite ha superato l’espansione della rete elettrica, con il risultato di tassi sempre più alti di curtailment, cioè di tagli forzati alla produzione. Mancano inoltre le infrastrutture necessarie per trasportare, immagazzinare e gestire l’elettricità in eccesso, così da conservarla per i momenti in cui serve davvero.

Ed è qui che entra in gioco il carbone. Le centrali alimentate da questa fonte possono garantire la stabilità del sistema energetico cinese generando elettricità quando ce n’è bisogno e offrendo un supporto di riserva nei momenti in cui la produzione rinnovabile cala, per esempio quando il vento si ferma o il sole tramonta. L’idea di Pechino è rendere il funzionamento di questi impianti più flessibile, facendoli lavorare per periodi di tempo più brevi.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
119 Condivisioni