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Con Renault Niagara il costruttore francese gioca una partita che si disputa interamente fuori dall’Europa, perché questo pick up nasce, viene sviluppato e verrà assemblato al 100% in America Latina, senza alcuna omologazione prevista per il Vecchio Continente. La produzione è affidata allo storico stabilimento di Santa Isabel, a Córdoba, in Argentina, che avrà l’esclusiva per tutta la regione. L’idea di partenza non è quella del mezzo da lavoro spartano e ruvido, anzi. Chi lo ha progettato lo descrive come una creatura ibrida, un pick up con telaio a carrozzeria portante pensato per incassare colpi su fondi difficili, ma con l’anima di un SUV cittadino di segmento C, curato nel comfort e pieno di tecnologia. È anche il primo tassello del piano futuREady, una strategia che prevede 14 novità globali entro il 2030 per spingere i veicoli commerciali leggeri nei mercati extra europei.
Google Gemini a bordo e una plancia senza lancette

Dentro l’abitacolo la rottura con il passato è evidente, visto che sparisce qualsiasi strumentazione analogica. Il quadro strumenti è digitale da 10,2 pollici, affiancato al centro da un touch da 10,1 pollici per l’infotainment. Il sistema OpenR Link si appoggia all’ecosistema Google, quindi Play Store, Maps e Assistant, con integrazione di Apple CarPlay e Android Auto sia via cavo sia senza fili e aggiornamenti che arrivano direttamente via etere.
La vera novità però si chiama Google Gemini. Non il classico assistente vocale che risponde solo a comandi rigidi e prestabiliti, ma un’intelligenza artificiale conversazionale capace di capire il contesto del discorso, suggerire deviazioni di percorso e modificare le impostazioni della vettura rispondendo anche a domande articolate.

Curata pure la zona posteriore, con una panchetta dallo schienale inclinato a 25 gradi e un pozzetto protetto da 36 litri ricavato dietro i sedili, utile per nascondere attrezzi o borse. Sul fronte della sicurezza attiva ci sono Adaptive Cruise Control con Stop and Go, mantenimento della corsia, sensore per l’angolo cieco, frenata d’emergenza gestita da radar e telecamera e una telecamera a 360 gradi, che da quelle parti rappresenta una primizia assoluta per la categoria.
Motore 1.3 turbo e trazione 4×4 con sei programmi

Sotto il cofano lavora un 1.3 turbo GDi a quattro cilindri con iniezione diretta, predisposto per la doppia alimentazione benzina e Flex Fuel. La potenza cambia a seconda della trasmissione scelta, ovvero 115 kW pari a 156 CV per la versione a due ruote motrici e 120 kW pari a 160 CV per la 4×4, con coppia identica di 270 Nm in entrambi i casi. Il cambio può essere manuale a sei rapporti oppure automatico a doppia frizione EDC con palette dietro al volante.
Chi sceglie la trazione integrale trova un selettore a manopola con sei programmi, cioè Eco, Comfort, Sport, Smart, Mud Sand e Off Road. Nell’uso normale la coppia resta tutta sull’asse anteriore per contenere i consumi e viene trasferita dietro solo quando le ruote iniziano a perdere aderenza. L’altezza da terra è di 233 mm sulla integrale e scende a 223 mm sulla 4×2.
Il cassone offre 938 litri di capienza utile e 654 kg di portata massima, con portellone ad apertura elettrica largo 1.030 mm e alto 615 mm, protetto da un telone avvolgibile a scorrimento. Completano il quadro una presa a 12V per attrezzi o minifrigoriferi, otto ganci di ancoraggio e una capacità di traino fino a 710 kg. Numeri che collocano il modello al vertice del segmento in Sudamerica.
Progetto nato tra Brasile e Argentina
Il design porta la firma del Renault Design Center Brazil, mentre la parte tecnica ha visto lavorare fianco a fianco i centri di ingegneria brasiliani e argentini. La fabbrica di Córdoba, in oltre settant’anni di attività, ha superato i 3,5 milioni di veicoli prodotti, passando nel tempo dalle vetture da passeggio ai commerciali leggeri.
Lo sviluppo non è stato una passeggiata, perché per validare il progetto sono servite oltre 50.000 ore di test e 800.000 chilometri di prove tra Brasile, Argentina e Colombia, con qualche puntata anche nei centri prova europei del marchio, tra piste sconnesse, traffico urbano e temperature elevate. La commercializzazione di Renault Niagara partirà proprio da Brasile, Argentina e Colombia, per allargarsi poi agli altri Paesi dell’America Latina.








