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Chi passa molte ore al volante conosce bene Android Auto, il sistema di Google che porta sul display dell’auto una parte delle funzioni dello smartphone, e proprio qui si nasconde un margine di personalizzazione che in pochi sfruttano davvero. Navigazione, musica, chiamate e messaggi finiscono direttamente sull’infotainment della vettura, senza bisogno di toccare il telefono. Fin qui niente di nuovo. Il punto è che la maggior parte degli automobilisti si ferma esattamente a questo livello, usando l’interfaccia così come si presenta al primo collegamento, mentre il sistema permette di intervenire su parecchi aspetti: quali app mettere in primo piano, come gestire la riproduzione dei contenuti multimediali, in che modo avviare tutto quanto appena si sale a bordo.
Avvio automatico e riproduzione multimediale, la comodità che cambia la routine
La funzione che più di tutte incide sull’esperienza quotidiana riguarda chi usa Android Auto in modalità wireless. In questo caso il sistema può essere impostato per partire da solo, non appena si entra in auto e si accende il quadro strumenti. Tradotto in pratica: niente più telefono da tirare fuori dalla tasca, sbloccare e collegare manualmente ogni volta che ci si siede al posto di guida. Il collegamento avviene in autonomia e sul display compare l’interfaccia già pronta all’uso.
L’impostazione si trova nel menù dedicato alle impostazioni del sistema, anche se non tutti gli utenti la troveranno allo stesso posto o addirittura la troveranno. La disponibilità dipende infatti dalla versione di Android installata sullo smartphone e dalla compatibilità con l’interfaccia della vettura. Un dettaglio non da poco, perché il parco auto in circolazione è estremamente vario e le implementazioni cambiano da costruttore a costruttore.
Sul fronte audio il discorso è simile. La riproduzione automatica dei contenuti multimediali consente di riprendere la musica o il podcast interrotto senza dover cercare l’app, aprirla e premere play. Chi ascolta sempre la stessa piattaforma durante i trasferimenti quotidiani se ne accorge subito, perché elimina una manciata di gesti ripetuti decine di volte a settimana. E, va detto, ridurre le interazioni con lo schermo mentre si guida non è solo una questione di comodità.
App in primo piano e un’interfaccia cucita su misura
L’altro capitolo interessante riguarda l’organizzazione delle app in primo piano. Il launcher di Android Auto mostra un certo numero di applicazioni, ma l’ordine e la selezione possono essere modificati in base alle abitudini di ciascuno. Chi usa quotidianamente un solo navigatore e un solo servizio di streaming musicale non ha alcun motivo di ritrovarsi una griglia affollata di icone che non aprirà mai, e riordinare la schermata significa arrivare al contenuto giusto con un tocco invece che tre.
È un tipo di intervento che richiede pochi minuti una tantum e che poi si ripaga ogni giorno. La logica del sistema, del resto, è quella di ridurre al minimo il tempo passato a guardare il display, quindi ogni scorciatoia guadagnata in fase di configurazione è tempo restituito alla strada.
Tutte le regolazioni passano dallo stesso menù, quello delle impostazioni di Android Auto, raggiungibile sia dallo smartphone sia dallo schermo dell’auto a seconda dei casi. Anche qui la disponibilità delle singole voci varia in funzione della versione software installata e della compatibilità del sistema di bordo, un aspetto che conviene verificare prima di andare a caccia di opzioni che magari sul proprio modello non compaiono affatto.








