In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il restyling della gamma Renault 5 E-Tech non stravolge nulla, ma aggiunge quel dettaglio che i nostalgici aspettavano da tempo: cerchi dorati abbinati alla vernice blu, un richiamo talmente diretto alla Clio Williams che sembra quasi una citazione voluta. Il resto degli aggiornamenti riguarda soprattutto l’autonomia, cresciuta di qualche chilometro grazie a interventi mirati sull’aerodinamica e sull’elettronica delle batterie. Nessuna rivoluzione, insomma, piuttosto una serie di ritocchi che rendono la piccola elettrica francese un po’ più completa di prima.
Il lavoro sulla parte bassa della carrozzeria e sugli specchietti, unito all’ottimizzazione della gestione elettronica degli accumulatori, ha permesso di estrarre qualche chilometro in più dai pacchi batteria già in listino, quelli da 40 e 52 kWh. La versione Urban Range, la meno capiente, passa da 312 a 315 km nel ciclo WLTP. Poca roba, va detto. Più interessante il salto della Comfort Range da 52 kWh, che sale da 410 a 430 km dichiarati, un guadagno che nell’uso quotidiano si sente davvero, soprattutto per chi affronta tratte extraurbane con una certa regolarità.
La novità vera arriva dal fondo del listino
Il capitolo più curioso riguarda la versione d’ingresso, destinata a ricevere una batteria LFP da 36,5 kWh presa in prestito dalla Twingo E-Tech, accoppiata a un motore inedito da 109 CV, ovvero 80 kW. La capacità è inferiore rispetto all’attuale allestimento base da 40 kWh, eppure Renault dichiara 305 km di autonomia, merito del peso più contenuto della chimica al litio ferro fosfato. Un compromesso che sulla carta funziona, considerando che questa variante è pensata soprattutto per chi si muove in città e nelle prime cinture urbane.
C’è però un dettaglio che cambia le carte in tavola più dell’autonomia. La Renault 5 più economica guadagna di serie la ricarica rapida in corrente continua a 80 kW, funzione oggi assente sui modelli base, affiancata al caricatore in corrente alternata da 6,6 kW. Significa poter usare le colonnine veloci senza dover salire di allestimento, cosa tutt’altro che scontata in questa fascia di mercato. Sul prezzo, invece, nessuna indicazione: la casa francese non ha chiarito se il risparmio garantito dalla chimica LFP si tradurrà in un listino più basso.
Dentro e fuori cambia il gusto, non la sostanza
Alla tavolozza dei colori si aggiunge il Flame Red, mentre chi sceglie gli allestimenti Techno e Iconic Cinq può ordinare i cerchi dorati che hanno acceso i ricordi degli appassionati. Arrivano anche nuove grafiche per il tetto e per i parafanghi, dettagli che permettono di personalizzare la vettura senza ricorrere ad accessori esterni. Sull’allestimento top di gamma Iconic il rivestimento interno abbandona il giallo per un blu decisamente più sobrio, scelta che smorza un po’ l’esuberanza cromatica delle prime versioni.
A bordo debutta un caricatore wireless Qi2 capace di recuperare il 50 percento della batteria di uno smartphone compatibile in un’ora, con una gestione del calore pensata per evitare i tipici surriscaldamenti dei piani di ricarica a induzione. Cambia anche la logica di guida: la modalità Smart sostituisce MySense e passa in automatico tra Eco, Comfort e Sport leggendo lo stile di guida di chi è al volante, senza bisogno di intervenire manualmente sulle impostazioni.
Sul fronte software arriva Gemini, che prende il posto di Google Assistant tramite un aggiornamento over the air. L’intelligenza artificiale di Google promette conversazioni più naturali e comandi vocali meno rigidi, un’evoluzione che riguarda l’intero ecosistema infotainment basato su Android Automotive già presente sulla vettura. A due anni dal lancio la 5 E-Tech continua a vendere molto bene, tanto che questi ritocchi non nascono da una necessità commerciale. Sono piuttosto un modo per tenere fresca una proposta che ha già trovato il suo pubblico, aggiungendo autonomia, ricarica rapida sulle versioni base e qualche vezzo estetico in più.










