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Chi usa Google Keep su Android si ritroverà presto una funzione che mancava da anni: la ricerca testuale all’interno della singola nota, battezzata Find in note. Nulla di rivoluzionario sulla carta, ma per chiunque abbia l’abitudine di accumulare appunti chilometrici, liste della spesa infinite o trascrizioni di riunioni, si tratta di quel tipo di aggiunta che cambia parecchio la vita quotidiana con l’app.
Il funzionamento è tanto semplice quanto ci si aspetta. Una volta aperta una nota, basta toccare il menu con i tre puntini in basso a destra e la nuova voce compare in cima all’elenco delle opzioni. Da lì si digita il termine da cercare e l’app fa il resto, evidenziando in giallo tutte le occorrenze trovate nel testo. Per spostarsi da un risultato all’altro ci sono le classiche frecce su e giù, e conviene ridurre la tastiera per avere più spazio a schermo mentre si scorrono le corrispondenze.
Un aggiornamento silenzioso, distribuito lato server
La distribuzione sta avvenendo tramite un aggiornamento server side, il che significa che la novità non arriva contestualmente all’installazione di una nuova versione dell’app ma viene attivata a distanza, in modo graduale, su base account. Il riferimento tecnico è la versione 5.26.331.02.90 di Google Keep per Android, quindi chi non vede ancora l’opzione nel menu non ha molto da fare se non aspettare che il rollout raggiunga anche il proprio dispositivo.
Vale la pena ricordare quanto sia rimasto fermo il servizio negli ultimi mesi. L’ultimo intervento davvero significativo risale all’inizio di quest’anno, quando i promemoria sono stati migrati dentro Google Tasks, una scelta che ha avuto anche qualche effetto collaterale: la versione di Keep per Wear OS, per esempio, ha perso la possibilità di impostare promemoria proprio in seguito a quella transizione. Da allora, poche novità di sostanza, se si esclude il restyling del pulsante di azione flottante, diventato più grande per fare spazio alle funzioni legate all’intelligenza artificiale.
Keep Live e la prossima svolta a comando vocale
Il capitolo successivo, quello che dovrebbe pesare davvero, si chiama Keep Live. L’idea è permettere la creazione di note e liste semplicemente parlando, senza toccare la tastiera, in una logica di dettatura intelligente più che di semplice trascrizione. La funzione è stata mostrata in anteprima durante l’I/O 2026 ed è attesa nel corso di questa estate, insieme all’analogo Docs Live e alle altre integrazioni vocali basate su intelligenza artificiale annunciate nella stessa occasione.
Nel frattempo Find in note resta un ritocco di quelli discreti, che non finiscono nei comunicati stampa ma vengono notati subito da chi apre l’app decine di volte al giorno. Le note lunghe, quelle in cui si accumulano link, appunti sparsi e frammenti copiati da altre parti, diventano finalmente navigabili senza dover scorrere a occhio fino a trovare la parola giusta. Un comportamento che nei browser e nei documenti si dà per scontato da sempre e che qui arriva con parecchio ritardo.
C’è poi un dettaglio pratico da tenere presente. La ricerca funziona all’interno della nota aperta, quindi non sostituisce la barra di ricerca generale che filtra tra tutte le note, le etichette e i colori. Sono due strumenti complementari: uno serve a trovare la nota, l’altro a trovare il punto esatto dentro quella nota. Messi insieme, riducono di molto il tempo passato a scorrere avanti e indietro. La distribuzione dell’aggiornamento è partita il 26 agosto 2026 e procede a ondate, come accade quasi sempre con le modifiche lato server firmate Google.










