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La crisi dei chip di memoria colpisce di nuovo Raspberry Pi, che si ritrova costretta a ritoccare ancora una volta il proprio listino. L’azienda inglese ha comunicato nelle ultime ore un nuovo aumento dei prezzi che riguarda alcune delle sue schede più diffuse e amate dagli appassionati. Il motivo principale indicato dalla società è la crescita costante dei costi di DRAM e NAND, una spinta al rialzo legata alla corsa globale all’intelligenza artificiale che sta assorbendo enormi quantità di componenti di memoria.
I nuovi prezzi sono già operativi e interessano nello specifico le versioni con 2 GB di RAM di Raspberry Pi 4 e Raspberry Pi 5. Si tratta quindi di una modifica mirata e non di una revisione generale dell’intera gamma, ma il segnale è comunque chiaro: anche i prodotti pensati per costare poco iniziano a risentire di un mercato delle memorie sempre più teso.
Quanto costano ora Raspberry Pi 4 e Raspberry Pi 5 da 2 GB
Per fortuna non c’è nulla di drammatico e le schede restano tutto sommato abbordabili, anche dopo il ritocco. Raspberry Pi 4 nella configurazione da 2 GB passa da circa 47 euro a circa 58 euro, mentre Raspberry Pi 5 con la stessa quantità di memoria sale da circa 56 euro a circa 67 euro. In pratica entrambi i dispositivi registrano un rincaro identico di circa 11 euro, una cifra che pesa ma non stravolge la natura economica di questi piccoli computer.
C’è poi un aspetto che vale la pena chiarire per evitare confusione. Restano invariati i prezzi delle versioni con 1 GB di RAM e anche quelli delle varianti da 2 GB dei Compute Module 4 e Compute Module 5. Chi lavora con questi moduli, spesso impiegati in ambito professionale e industriale, non dovrà quindi fare i conti con nuove spese almeno per il momento.
Un rincaro rimandato il più a lungo possibile
Non è la prima volta che l’azienda interviene sui listini in tempi recenti. Già ad aprile Raspberry Pi aveva deciso di alzare il costo delle configurazioni con più memoria, riuscendo però a lasciare stabili i modelli d’ingresso, quelli che rappresentano la porta d’accesso per studenti, curiosi e maker alle prime armi. La società ha cercato di resistere finché ha potuto, ma alla fine ha dovuto cedere di fronte a un contesto che continua a spingere verso l’alto il prezzo dei componenti.
Per contenere l’impatto dei rincari, l’azienda suggerisce agli utenti di valutare con attenzione le reali esigenze dei propri progetti prima di procedere all’acquisto. Non sempre serve la scheda più recente o quella con più memoria, e scegliere con criterio può fare una differenza concreta sul budget complessivo, soprattutto quando si lavora a più progetti contemporaneamente o si acquistano più unità.
Allo stesso modo può avere senso guardare ai modelli meno recenti, specialmente quando le prestazioni richieste non sono particolarmente elevate. Schede come Raspberry Pi 3B, Raspberry Pi 3A+ e Raspberry Pi 3B+ continuano a essere perfettamente valide per numerosi progetti in diversi ambiti e, in linea generale, hanno un costo decisamente inferiore rispetto alle generazioni più nuove.
Fonte: TecnoAndroid








