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Range Rover Electric: 550 CV e 530 km di autonomia reale

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Con quasi tre anni di ritardo sulla tabella di marcia iniziale, Range Rover Electric esce finalmente dall’ombra dei prototipi camuffati e si presenta nella sua versione definitiva, quella che tra pochi mesi entrerà in produzione nello stabilimento di Solihull, nel Regno Unito. È l’ammiraglia britannica tradotta in linguaggio elettrico, e la prima impressione è che la conversione le sia riuscita piuttosto bene: silenzio di marcia assoluto, prestazioni robuste e capacità in fuoristrada rimaste intatte, in qualche caso addirittura migliorate rispetto alle varianti termiche.

La base tecnica è la piattaforma MLA-Flex, nata già predisposta per ospitare motorizzazioni di ogni tipo, quindi l’innesto dell’architettura elettrica non ha richiesto stravolgimenti strutturali. Nonostante questo, in Land Rover non hanno voluto correre rischi: 60.000 ore di test e un programma di sviluppo estremo durato quasi tre anni, condotto ai quattro angoli del mondo, precedono il modello di serie.

Due motori, 550 CV e una batteria che pesa quanto un’utilitaria

Sulla struttura in alluminio trovano posto due motori elettrici, uno per asse, per un totale di 550 CV e 850 Nm di coppia. Tradotto: spinge quanto o più della versione V8 a benzina. Nella parte bassa del telaio si nasconde una batteria da 118 kWh di tipo NMC che da sola pesa 730 chili, quanto una piccola vettura degli anni Novanta. Il risultato è una massa complessiva di 2.700 chili, cifra importante ma sostanzialmente allineata a quella dell’ibrida plug in.

Range Rover Electric: 550 CV e 530 km di autonomia reale

Sul fronte ricarica, la corrente continua arriva fino a 350 kW, il che significa recuperare 320 chilometri di autonomia in appena 15 minuti a una colonnina ultrarapida. In corrente alternata si sale fino a 22 kW, con sette ore per un pieno completo. C’è anche la funzione bidirezionale, con tecnologia V2L che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW e la predisposizione per il futuro scambio di energia con la rete. In attesa dell’omologazione definitiva, la casa parla di un’autonomia reale vicina ai 530 chilometri.

Esteticamente la scelta è stata la continuità pura. A parte la calandra anteriore chiusa e lo sportellino della presa di ricarica lato guida, ad apertura elettrica, il Range Rover Electric è identico a qualsiasi altro Range Rover. Sul parafango opposto compare una seconda presa dedicata alla corrente alternata. Due le carrozzerie, Standard da 5,05 metri e Lunga da 5,25 metri, entrambe configurate esclusivamente per cinque occupanti.

Fuoristrada e comfort: cosa cambia davvero

Le quote off road subiscono variazioni minime. Un grado in meno sugli angoli di attacco e uscita, quota ventrale che passa da 27 a 23 gradi, altezza libera dal suolo ridotta di 3 centimetri e ferma a 26,2. La capacità di guado resta invece quella di sempre, 900 millimetri. Conservata la sospensione pneumatica a doppia camera derivata da Range Rover Sport, mentre spariscono le barre stabilizzatrici attive: il baricentro è sceso di 9 centimetri grazie alle batterie e la ripartizione dei pesi ne ha giovato. L’asse posteriore sterzante, fino a 7,3 gradi, è di serie.

La vera novità in campo aperto è il nuovo gestore di trazione Integrated Traction Management, capace di correggere le perdite di aderenza fino a 100 volte più rapidamente di un sistema meccanico tradizionale. Il selettore fuoristrada offre due modalità dedicate e in posizione Off Road 2 la carrozzeria guadagna 37 millimetri di altezza. Interessante anche la guida a un pedale adattata allo sterrato, che permette di fermarsi in salita ripida o scendere dosando il solo acceleratore, senza ricorrere al controllo discesa.

Su strada resta il riferimento per il comfort nei lunghi viaggi, con 7 decibel in meno rispetto all’omologa a benzina e un sistema di cancellazione attiva del rumore in abitacolo. Lo 0 a 100 km/h arriva in 6,2 secondi. Dentro nulla cambia: quadro digitale da 13,7 pollici, sistema Pivi Pro e nuovi menu per monitorare i flussi energetici. Da segnalare ThermAssist, il gestore termico che tiene sotto controllo 700 parametri in tempo reale e taglia i consumi del riscaldamento fino al 40%. Listino ancora assente per il mercato italiano, per ora sono aperte solo le prenotazioni, ma le oltre 60.000 richieste già raccolte lasciano intuire un debutto solido.

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