Vai al contenuto
Offerte

Paint.NET su Linux: funziona, ma con WINE e molti limiti

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Paint.NET su Linux esiste, funziona, e già questo per molti è una piccola notizia da segnare in agenda. Il punto è capire in che stato arrivi: perché l’autore stesso lo definisce estremamente sperimentale, e non è una formula di cortesia. Chi si aspetta un pacchetto da installare in due clic resterà deluso, chi invece ha nostalgia di quell’editor leggero e immediato ha finalmente qualcosa con cui giocare. Il contesto è quello classico di chi passa da Windows a Linux e si ritrova senza uno strumento a cui era abituato. Paint.NET occupava una nicchia precisa: troppo complesso il vecchio Paint per certe operazioni, troppo pesante GIMP per altre. Su Linux esistono alternative valide come Krita e Pinta, entrambe ottime, ma non tutti riescono a sostituire davvero quell’abitudine.

Come gira Paint.NET su Linux, tra WINE e configurazioni manuali

Sui forum ufficiali dell’applicazione, Rick Brewster, il creatore del programma, ha pubblicato un intervento in cui racconta il lavoro fatto per portare Paint.NET su Linux. La base tecnica è WINE, e la sincerità dell’autore è disarmante: dice che il codice è in buona parte vibe coded, non ancora verificato, e che funziona secondo una filosofia riassunta come “trust me bro”. Traduzione libera: gira, ma nessuno garantisce nulla.

L’elenco dei requisiti è preciso e non ammette scorciatoie. Serve la versione portable dell’app, perché l’installer non funziona. Serve WINE almeno nella versione 11.14, anzi l’invito è a usare direttamente l’ultima disponibile. Bisogna poi aggiungere una chiave di registro per impedire a WINE di sostituire una DLL con la propria versione, che non lavora correttamente: il comando indicato è wine reg add “HKCUSoftwareWineDllOverrides” /v d3dcompiler47 /d native /f. Lo stesso Brewster ha ammesso di non sapere come evitare questo passaggio, e ha chiesto apertamente aiuto a chiunque conosca un metodo migliore. Restano altri due tasselli. È consigliata l’installazione di DXVK, e l’applicazione va avviata con il parametro da riga di comando /wine. Senza quello, l’avvio semplicemente non va a buon fine.

Prestazioni ballerine e crash improvvisi, ma è un inizio

Superati tutti gli ostacoli, il risultato è onesto quanto la descrizione dell’autore. Paint.NET parte, a volte gira molto lentamente, altre volte va in crash senza un motivo apparente e senza preavviso. Non c’è una regola, non c’è una configurazione magica che stabilizzi tutto. È un progetto in fase embrionale, tenuto insieme, per usare l’immagine dello stesso Brewster, da un po’ di spago e da una discreta dose di speranza.

Detto questo, la differenza tra “non esiste” e “esiste ma è instabile” non è banale. Fino a poco tempo fa gli utenti Linux affezionati a questo editor non avevano alcuna strada percorribile che non passasse da una macchina virtuale o da un dual boot. Ora un percorso c’è, per quanto accidentato, e soprattutto arriva direttamente dallo sviluppatore originale invece che da una comunità di terze parti.

Il fatto che il lavoro sia dichiaratamente sperimentale ha anche un vantaggio pratico: nessuno viene illuso. Chi decide di provarci sa in anticipo che si tratta di un esperimento, non di una release pronta per il lavoro quotidiano. Le immagini condivise da Brewster mostrano l’interfaccia caricata correttamente, ed è già più di quanto molti si aspettassero.

Condividi:
93 Condivisioni