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Proprio in queste settimane, dopo aver elencato i vari modelli in vendita con SAR particolarmente elevato, sono stati pubblicati i risultati di un paio di ricerche che, purtroppo, sembrano andare a confermare la correlazione tra smartphone e tumori (qui per tutte le informazioni).
I problemi, tolta l’esposizione generale dell’organismo con le radiazioni ambientali, si hanno principalmente nel momento in cui si mantiene un contatto prolungato tra lo smartphone ed il corpo umano. Il terminale, nel momento in cui emette le radiazioni si va a surriscaldare, riscaldando così i tessuti stessi e, alla lunga, potrebbe favorire l’insorgenza di cellule tumorali.
Nell’attesa di scoprire come l’OMS e lo IARC decideranno di muoversi, di seguito vi abbiamo elencato dei piccoli accorgimenti per limitare al massimo l’esposizione.
Come limitare l’esposizione alle radiazioni degli smartphone
- Non tenere lo smartphone acceso di notte sul comodino: prima cosa da fare quando si va a letto è spegnere il dispositivo, ma ancora meglio non tenerlo sotto il cuscino. Il cervello e l’organismo sono indubbiamente più vulnerabili durante la notte, le radiazioni potrebbero fare ancora più male.
- Utilizzare sempre un auricolare o il vivavoce per le chiamate: il momento in cui lo smartphone emette più radiazioni è proprio in chiamata, se tenuto a contatto con il cervello potrebbe causare più problemi. Il consiglio è di usare vivavoce, un auricolare (meglio se con il filo), viceversa tenetelo almeno non proprio attaccato al condotto auricolare.
- Non portarlo a contatto con il corpo: da ragazzini siamo sempre stati abituati a portare il terminale nelle tasche dei pantaloni, ma potrebbe essere una brutta abitudine. Gli studi hanno ipotizzato che un contatto prolungato potrebbe anche indurre alla sterilità nell’uomo e a problemi alle ovaie nelle donne, cercate sempre di portarlo in una borsa.










