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Qualcomm e Amazon, accordo AI da 60 miliardi di dollari

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Un accordo pluriennale tra Qualcomm e Amazon porterà nei data center del colosso di Seattle i chip AI dell’azienda di San Diego, con un impegno di spesa che può arrivare fino a 60 miliardi di dollari, ovvero circa 55 miliardi di euro. Non è solo una fornitura: dentro l’intesa c’è anche la possibilità per Amazon di mettere le mani su 25 milioni di azioni Qualcomm nei prossimi vent’anni, una struttura che lega in modo piuttosto stretto i destini commerciali delle due società.

Il punto centrale riguarda le CPU Dragonfly C1000, il processore che Qualcomm ha presentato di recente per i data center dedicati all’intelligenza artificiale e che Meta userà a partire dal 2028. Amazon Web Services lo affiancherà a quello che già gira nei suoi centri di calcolo, cioè i chip proprietari Trainium, Inferencia e Graviton, più le immancabili GPU di NVIDIA.

Efficienza energetica al posto della potenza bruta

Qualcomm non prova nemmeno a raccontare una storia diversa da quella che è: sul terreno della pura potenza di calcolo NVIDIA resta fuori portata, e l’azienda californiana punta invece tutto sui consumi. Il posizionamento è chiaro, le sue CPU serviranno soprattutto per l’inferenza dei modelli AI, cioè la fase in cui un modello già addestrato risponde alle richieste degli utenti. È un carico di lavoro enorme in termini di volume, ripetitivo, e proprio per questo il costo energetico per singola operazione diventa la variabile che pesa di più sui bilanci di chi gestisce infrastrutture su scala planetaria.

Vale la pena ricordare da dove arriva Qualcomm. Il grosso dei ricavi continua a venire dai processori per dispositivi mobile, un mercato maturo dove i margini sono sotto pressione da anni. La spinta verso i data center è la scommessa di diversificazione più importante degli ultimi tempi, e un cliente delle dimensioni di Amazon Web Services rappresenta esattamente il tipo di validazione che serviva per rendere credibile l’operazione agli occhi del mercato.

Cosa dice il documento depositato alla SEC

I dettagli finanziari emergono dal documento inviato il 3 settembre alla SEC, la Securities and Exchange Commission statunitense. Qualcomm ha garantito ad Amazon il diritto di acquistare, entro il 3 settembre 2036, 25 milioni di azioni al prezzo di EUR 139 ciascuna, circa 148 euro, per un controvalore complessivo di circa 4 miliardi di dollari, ovvero attorno ai 3,7 miliardi di euro.

Le azioni non arrivano tutte insieme. Verranno rilasciate in tranche, ognuna vincolata al raggiungimento di tappe precise: la firma di determinati accordi commerciali, l’emissione di ordini di acquisto vincolanti e gli acquisti effettivi di prodotti, tecnologie, sistemi e servizi legati alla produzione di chip per server. Il tetto massimo di questa progressione è appunto la cifra di 60 miliardi di dollari, la spesa che Amazon si prepara a sostenere nell’arco dei prossimi vent’anni per i chip AI di Qualcomm.

L’accordo però non viaggia in una sola direzione. Qualcomm ha messo nero su bianco l’intenzione di aumentare l’uso dei servizi AWS nelle proprie attività, in particolare Amazon Bedrock, la piattaforma che l’azienda impiegherà durante le fasi di progettazione dei chip. Un rapporto circolare, insomma, dove ciascuna delle due parti diventa cliente dell’altra.

C’è poi un capitolo che riguarda le reti. La collaborazione include lo sviluppo di soluzioni di connettività capaci di raggiungere velocità fino a 1,6 Tbps, un elemento tutt’altro che secondario visto che nei cluster per l’intelligenza artificiale la banda disponibile tra i nodi finisce spesso per essere il vero collo di bottiglia, più ancora della capacità di calcolo dei singoli acceleratori.

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