Un accordo da 125 milioni di dollari, circa 115 milioni di euro, ha portato il nome di PsiQuantum sotto i riflettori del settore del quantum computing, e a farsene notare è stato Patrick Gelsinger, ex amministratore delegato di Intel, che ha voluto pubblicamente elogiare l’intesa firmata dalla società con la DARPA, l’agenzia governativa americana che si occupa di progetti avanzati per la difesa. Un endorsement che pesa, visto chi lo pronuncia.
La collaborazione tra PsiQuantum e la DARPA punta a un obiettivo ambizioso, ossia capire se sia davvero possibile costruire computer quantistici su scala utility. In parole semplici, si tratta di far uscire questa tecnologia dai laboratori sperimentali per trasformarla in sistemi capaci di risolvere problemi complessi del mondo reale. Non più prototipi, ma macchine che lavorano davvero.
PsiQuantum: perché Gelsinger scommette sul quantum computing
Le parole dell’ex numero uno di Intel arrivano dopo mesi in cui aveva già mostrato un certo ottimismo sul tema. In un’intervista al podcast All In, nel mese di luglio, Gelsinger aveva ripercorso i suoi anni in Intel, quando l’azienda dominava il mondo dei personal computer, e aveva parlato anche delle tensioni geopolitiche che oggi ruotano attorno ai semiconduttori. Al centro di quei discorsi c’era TSMC, il colosso taiwanese che produce chip per mezzo pianeta e che si ritrova suo malgrado in mezzo agli attriti tra grandi potenze.
Ma il punto interessante è un altro. Gelsinger si è detto convinto che il quantum computing possa diventare una tecnologia concreta entro la fine di questo decennio, una previsione più coraggiosa di quella di molti addetti ai lavori. Tra i settori che secondo lui ne trarrebbero maggiore beneficio c’è la logistica, grazie a calcoli algoritmici più efficienti e veloci.
In un post pubblicato su LinkedIn, l’ex dirigente ha fatto i complimenti al team della società. Ha parlato di un traguardo importante e ha lodato la Quantum Benchmarking Initiative della DARPA, spiegando che iniziative del genere alzano l’asticella per tutto il comparto perché mettono al centro progressi misurabili. Una validazione tecnica rigorosa, ha aggiunto, aiuta ad accelerare l’intero ecosistema quantistico.
Come lavora PsiQuantum e cosa prevede l’accordo
La forza di PsiQuantum sta nel suo approccio basato sulla silicon photonics, una piattaforma che unisce chip, sistemi criogenici e altri componenti in un’architettura modulare pensata per essere distribuita su larga scala. L’idea di fondo è sfruttare il calcolo quantistico di grandi dimensioni per affrontare problemi finora fuori portata.
L’intesa attuale è un’estensione di collaborazioni precedenti e vale, appunto, 125 milioni di dollari. Attraverso questo accordo, l’agenzia e l’azienda valuteranno insieme i metodi per portare la tecnologia quantistica verso la scala utility. La società era stata scelta dalla DARPA per esplorare sistemi ancora poco battuti, e nel mese di febbraio del 2025 aveva raggiunto lo Stage C del percorso di valutazione. A settembre era poi arrivata un’ulteriore intesa da 31,8 milioni di dollari, circa 29 milioni di euro, per proseguire i test e le verifiche.
Come performer di Stage C nella Quantum Benchmarking Initiative, PsiQuantum ha garantito agli esperti della DARPA un accesso senza precedenti ai propri impianti, comprese le strutture di Milpitas, in California, dove è stato installato un armadio criogenico presso il PsiFactory.










