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Le ROM di Project Dream, il prototipo mai pubblicato che Rare trasformò poi in Banjo Kazooie, sono finalmente finite in rete, caricate da un leaker che accompagna il tutto con un messaggio politico piuttosto esplicito. Si tratta di un pezzo di storia videoludica che fino a oggi era rimasto confinato negli archivi dello studio britannico, raccontato a parole e mostrato in qualche filmato, ma mai messo a disposizione di chi avrebbe voglia di smontarlo pezzo per pezzo.
Il progetto era un RPG a tema piratesco pensato in origine per Super Nintendo, cosa che guardando il materiale alpha risulta quasi difficile da credere. L’unico modello di personaggio presente e gli ambienti nella giungla sembrano più avanzati di qualunque cosa sia mai uscita sulla console a 16 bit, e parliamo appunto di una semplice dimostrazione tecnica, non del gioco finito. Dopo sedici mesi di lavoro, nel 1997, Rare mise tutto da parte e ricostruì il progetto da zero, soprattutto per problemi tecnici. Da quella rifusione nacque il platform con l’orso e l’uccellino che tutti conoscono.
Un manifesto più che un semplice upload
Chi ha diffuso i file non si nasconde dietro il classico anonimato silenzioso. Il materiale, spiega, è arrivato “da qualcuno che l’ha avuto da qualcun altro, che l’ha preso da qualche parte”, una catena volutamente vaga. Il punto interessante è il perché adesso. Nel testo che accompagna la pubblicazione, il leaker mette nero su bianco la propria posizione sullo stato dell’industria.
“Con la situazione attuale del settore e con lo smantellamento senza cuore e la gestione sbagliata di Rare e delle altre aziende controllate da Microsoft, oltre al tempo che è passato, sento che è più importante assicurarsi che tutto questo venga conservato come si deve, e che la ROM venga analizzata da persone che ne sanno molto più di me”, si legge. C’è anche un appello diretto a chi possiede altro materiale inedito. “Spero che questo ispiri altre persone a rilasciare ciò che hanno. So che il prototipo di Twelve Tales Conker 64 è là fuori da qualche parte, ma purtroppo questa è l’unica cosa che ho io.”
Il nickname scelto per l’operazione, FvckAsha&Phil, è un riferimento abbastanza trasparente ad Asha Sharma, amministratrice delegata di Xbox, e al suo predecessore Phil Spencer. Il tono del resto del messaggio va nella stessa direzione, con accuse rivolte alla corsa all’intelligenza artificiale, ai licenziamenti, alle pratiche contrarie alla preservazione e alla proprietà reale dei giochi, e nel caso specifico di Microsoft al sostegno a quello che il leaker definisce un genocidio a Gaza.
Il contesto in cui arriva la fuga di dati
“Tiriamo fuori le ultime cose belle nascoste nei nostri hard disk, che le veda chiunque. È tutto quello che ci resta”, scrive, prima di chiudere con un invito che suona come una chiamata al boicottaggio. “Per favore, cancellate Microsoft e Sony dalle vostre vite, installate Linux, boicottate le Game Key Card di Switch e comprate i titoli per Nintendo Switch 2 che hanno ancora il gioco completo sulla cartuccia. Il vostro denaro è l’unica cosa che conta in questo incubo capitalista in fase avanzata.”
La rabbia ha un fondamento concreto. Rare è stata colpita duramente dal ridimensionamento avviato da Microsoft a luglio, che ha portato al taglio di 1.600 posti di lavoro e che ne prevede altri 1.600 entro la fine dell’anno fiscale 2027. In quella tornata è stato cancellato anche Everwild, il gioco a cui lo studio lavorava da sei anni. Il quadro generale non è migliore, considerando i circa 45.000 posti di lavoro persi nell’industria dei videogiochi tra il 2022 e il 2025. Cosa sarebbe diventato Project Dream se fosse arrivato davvero sugli scaffali del Super Nintendo, ora, non lo sapremo mai.








