I processori Irtysh rappresentano il tentativo più ambizioso di Russia e Cina di svincolarsi dalla dipendenza tecnologica occidentale, in particolare da AMD e Intel. Il nome non è casuale: Irtysh è un fiume che attraversa entrambi i Paesi, un simbolo piuttosto eloquente della collaborazione tra Mosca e Pechino. Ma tra i simboli e la realtà c’è un abisso, soprattutto quando si parla di prestazioni concrete. Qualcuno ha pensato bene di mettere alla prova questi chip in ambito gaming, e i risultati raccontano una storia piuttosto chiara.
Irtysh C632 contro The Witcher 3: numeri che parlano da soli
Il test è stato condotto dal canale YouTube PRO Hi-Tech, che ha utilizzato il modello C632 abbinato a una Radeon RX 9600 XT per far girare The Witcher 3: Wild Hunt. Con dettagli impostati su Ultra, il frame rate oscilla tra 22 e 32 FPS. Abbassando tutto al minimo, si sale appena nella fascia 25/38 FPS. La risoluzione non viene dichiarata esplicitamente, ma con ogni probabilità si tratta di 1080p. Numeri che, diciamolo, fanno un certo effetto se si considera che la stessa scheda video accoppiata a un processore Intel o AMD di generazione attuale supera tranquillamente i 100 FPS. Il collo di bottiglia è tutto lì, nel processore.
E il motivo va cercato alle fondamenta. I processori Irtysh si basano su LoongArch, un set di istruzioni sviluppato dalla cinese Loongson e adottato su licenza dalla russa Springboard Electronics. Il problema è che questa architettura non ha supporto nativo per sistemi operativi x86 come Windows. Questo significa dover passare per Linux e utilizzare layer di compatibilità come Proton o Wine per far girare i giochi. Ogni passaggio intermedio aggiunge un peso non trascurabile all’elaborazione, e le prestazioni finiscono per risentirne in modo evidente. A peggiorare il quadro c’è il fatto che le stesse sanzioni internazionali che impediscono alla Russia di acquistare processori x86 aggiornati le precludono anche l’accesso alle fonderie più avanzate al mondo.
La gamma Irtysh C600: specifiche tecniche e consumi
La serie Irtysh C600 comprende tre modelli: C664, C632 e C616. Tutti derivano direttamente dai Loongson 3C6000 e adottano un design a chiplet con supporto a PCIe 4.0 e memoria DDR4-3200. I core LA664, almeno sulla carta, vengono posizionati allo stesso livello delle architetture Zen 3 di AMD e Ice Lake di Intel. Nella pratica, però, il divario resta enorme, soprattutto a causa della mancanza di un ecosistema software maturo.
I tre chip si differenziano per il numero di core: 64 per il C664, 32 per il C632 e 16 per il C616. Tutti supportano il multithreading, il che raddoppia i thread effettivi in ciascun caso. Dove la situazione si fa davvero pesante è nei consumi. Il processo produttivo, ancora lontano dagli standard delle fonderie di punta, si riflette in modo lampante nei valori di TDP: il modello base C616 richiede già tra 100 e 120 W, mentre il flagship C664 arriva a toccare i 250/300 W. Il C632, quello usato nel test con The Witcher 3, si colloca in una fascia tra 180 e 200 W. Per avere un termine di paragone, processori desktop moderni con prestazioni nettamente superiori consumano spesso molto meno della metà.