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Mira, l’assistente AI locale che salva le piante di casa

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Altro che l’ennesima lampadina connessa: la storia più interessante arrivata dal mondo della domotica riguarda un assistente AI locale chiamato Mira, capace di far sopravvivere le piante di casa dove dieci anni di gadget intelligenti non avevano combinato nulla. Il punto di partenza è banale e universale. Fiori comprati, fiori morti. Troppa acqua, poca acqua, troppo sole, troppa ombra. Un ciclo che a un certo punto smette di essere un problema da risolvere e diventa una voce di spesa fissa, tanto che la richiesta iniziale all’assistente era soltanto un promemoria per il prossimo acquisto. Poi Mira ha fatto una domanda: che tipo di fiori erano.

La risposta è arrivata da una fotografia. La pianta scelta per il patio davanti all’ingresso non era adatta perché la zona è troppo ventosa. Il vento. Una variabile mai considerata in anni di annegamenti, disidratazioni e scottature. Da lì è partito un elenco di alternative con nomi latini praticamente illeggibili, che senza altri dati restava inutilizzabile.

Un assistente AI locale costruito in casa, con tutti i suoi limiti

Vale la pena essere onesti sul funzionamento, perché la versione in cui si scrive una frase e la macchina risolve il giardino da sola semplicemente non esiste. Mira ha pochi mesi di vita, è ancora in costruzione, e per arrivare a un risultato è servito spingere, correggere, indicare la strada e ogni tanto dare istruzioni dirette. Il concetto alla base però è chiaro: girare in locale, sul portatile, senza che una grande azienda si beva ogni riga digitata in chat.

L’assistente è in grado di scrivere codice e di costruirsi gli strumenti che gli servono per un compito specifico, ma nulla finisce sul disco senza approvazione. Una scelta precisa, per restare dentro il processo invece di svegliarsi con una macchina che ha riorganizzato tutto da sola. Il lavoro è stato fatto insieme, discutendo il problema, scartando le idee che non stavano in piedi e tenendo quelle sensate. Dopo un po’ di avanti e indietro, il piano c’era.

Una stazione meteo a tre case di distanza e il sole visto dall’alto

Il primo suggerimento è stato cercare le stazioni meteo amatoriali, molte delle quali pubblicano apertamente i propri dati. Mira si è costruita un piccolo strumento di ricerca e ne ha trovata una a poche case di distanza. Non una stazione municipale ai margini della città che media le condizioni di un’intera regione, ma un rilevatore piazzato sulla stessa strada percorsa tre volte al giorno per portare fuori il cane, mai notato prima. Da lì sono usciti i numeri veri: pioggia media, velocità del vento, copertura nuvolosa.

La seconda metà del lavoro riguardava il sole, e qui la soluzione è quasi imbarazzante nella sua semplicità. Guardare la casa dall’alto su Google Earth, ricostruire il percorso del sole durante l’anno e stimare quanta luce riceve ciascun lato. Risultato: un’unica abitazione si è trasformata in quattro microclimi diversi. Un lato luminoso e asciutto quasi tutto il giorno, uno talmente in ombra da sembrare un altro Paese, un terzo esposto al vento, il quarto tutto sommato tranquillo. Ogni pianta acquistata fino a quel momento era stata scelta per “casa”, come se una casa avesse un solo set di condizioni.

Il cervello che nessuno vende negli scaffali della smart home

I fiori abbinati a ciascun lato sono ancora vivi mesi dopo, tutti quanti, con l’assistente che ricorda di controllarli quando non piove da un po’. Prima il tasso di sopravvivenza era zero. La parte curiosa è il costo: Mira gira su Ollama, su hardware personale, con un modello 12B. Esiste un percorso di escalation verso un modello cloud più grande, mai andato a buon fine per problemi con il metodo di pagamento. Circa 14 euro di crediti API erano già finiti in una sola sessione. Il giardino è stato risolto interamente dal modello piccolo in locale.

Dieci anni di prodotti per la smart home hanno prodotto luci che si accendono entrando in una stanza, e nemmeno sempre. Occhi e orecchie venduti a caro prezzo, mai un cervello. Un sensore di movimento è un riflesso, come quello del ginocchio: scatta, succede qualcosa, e nessuno in casa ci ha pensato un attimo. Mira non accende luci, non chiude serrature, non muove tapparelle. Però sa dove si trova quella casa, cosa che nessun dispositivo comprato in dieci anni ha mai saputo. Le piante dentro casa, va detto, continuano a morire una dopo l’altra.

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