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Una data d’uscita c’è, finalmente, e Pony Island 2: Panda Circus la fissa al 27 aprile 2027. L’annuncio arriva insieme a un nuovo trailer che non si limita a mostrare qualche scena suggestiva, ma entra nel merito della struttura dell’avventura e dei mondi che il protagonista dovrà attraversare. Un bel salto in avanti rispetto al velo di mistero che aveva accompagnato il progetto fin dal primo annuncio ai TGA 2023, quando Daniel Mullins aveva svelato il seguito del suo gioco più imprevedibile.
Il giocatore veste i panni del nomade, un personaggio che si risveglia all’ombra di un’antica torre, in un paesaggio coperto dalla nebbia. L’impressione iniziale è quella di un viaggio ordinario, ma dura poco. Quel cammino si trasforma quasi subito in un passaggio attraverso realtà profondamente diverse tra loro, ognuna con regole proprie e con un signore che la governa.
Le macchine arcade come porte verso altri mondi
Il cuore del gioco sta nelle macchine arcade, che qui non sono semplici cabinati da sala giochi ma vere e proprie soglie. Attraversarle significa finire dentro scenari ispirati a periodi storici e tradizioni mitologiche lontanissime tra loro. Si va dalla Cina della dinastia Song, popolata da creature mitologiche, agli antichi regni dell’Iran e all’epoca eroica di Rostam, fino alle cosiddette Lands of the Rus. Ambientazioni, culture, pericoli, figure leggendarie: tutto cambia da un mondo all’altro.
La parte interessante è che questi mondi non restano compartimenti stagni. Procedendo nell’esplorazione emergono collegamenti, rimandi, segreti che legano una realtà all’altra. Chi conosce il lavoro di Mullins sa quanto gli piaccia costruire scatole cinesi narrative, e anche Pony Island 2: Panda Circus sembra andare in quella direzione. Il nomade dovrà ricostruire pezzo per pezzo le connessioni tra le varie storie e capire cosa si nasconde davvero dietro le divinità che comandano ogni regno.
Un cast di divinità, sovrani e un vecchio demone programmatore
Il trailer presenta anche alcuni dei personaggi che popolano questi luoghi, e il cast di doppiatori non passa inosservato. SungWon Cho interpreta King Yan, furioso sovrano degli inferi che, nonostante il titolo del gioco, sembra nutrire una spiccata antipatia per i panda. Arian Moayed dà voce ad Ahriman, divinità ormai lontana dagli antichi fasti, che trascina il protagonista dentro la Lamassu League trasformandolo in una stella degli e-sport.
Caitlin Reilly interpreta invece Mara, appassionata di true crime che ha ormai perso ogni traccia di empatia verso gli orrori che segue con tanta dedizione. Nel suo Brown Bear Bureau il giocatore si ritrova a risolvere crimini particolarmente cruenti, mentre affiorano dettagli sul proprio passato. Un meccanismo classico del modo di fare di Mullins, dove l’indagine sul mondo di gioco finisce sempre per diventare un’indagine su chi sta giocando.
Poi c’è il ritorno che farà piacere ai veterani. Lucifer, interpretato da Kevin Saxby, era l’antagonista principale del primo Pony Island, un programmatore demoniaco con ambizioni nettamente superiori alle proprie competenze tecniche. Saxby, tra l’altro, aveva già prestato il volto a Luke Carder, il protagonista del famoso card unboxing di Inscryption nel 2021.
Cosa aspettarsi dal ritorno di Mullins
Il quadro che esce dal nuovo trailer è quello di un’avventura costruita interamente sull’esplorazione di mondi separati eppure intrecciati, con richiami a miti, leggende e culture provenienti da zone molto distanti del pianeta. Non un seguito diretto nel senso tradizionale, quanto un’espansione di quell’idea di gioco dentro il gioco che aveva reso il primo capitolo un piccolo caso. Il 27 aprile 2027 resta quindi la data cerchiata in rosso per chi segue il lavoro di Daniel Mullins e aspetta di rimettere le mani su qualcosa che somigli soltanto in parte a un videogioco normale.
Fonte: TecnoAndroid








