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Un nuovo round di finanziamento porta Polymarket al centro delle cronache finanziarie e politiche americane, con 270 milioni di euro arrivati da 1789 Capital, il fondo di investimento di cui Donald Trump Jr. è partner. L’operazione fa parte di una raccolta complessiva che sfiora i 900 milioni di euro, secondo indiscrezioni che circolano da fonti non identificate. Non è la prima volta che il fondo mette soldi sulla piattaforma di previsioni, visto che in passato aveva già investito circa 180 milioni di euro.
Il nome di 1789 Capital, del resto, è legato ad altre iniziative tecnologiche piuttosto discusse. Tra queste ci sono gli Enhanced Games, la competizione sportiva soprannominata da più parti come le olimpiadi degli steroidi, fondata da ex protagonisti di diverse aziende del settore tech. Una scelta di portafoglio che dice molto sull’approccio del fondo, sempre orientato verso progetti che dividono l’opinione pubblica e che raramente passano inosservati.
Il nodo delle scommesse sportive e la battaglia legale
I prediction market, cioè i mercati previsionali dove gli utenti scommettono sull’esito di eventi futuri, stanno attraversando una fase di controllo sempre più stretto da parte delle autorità. Diversi governi statali americani stanno cercando di introdurre nuove regole su come, e in alcuni casi se, questi siti possano essere usati dai residenti. Il conto è già salito parecchio, con almeno 20 stati coinvolti in cause legali contro le piattaforme di previsione proprio per le scommesse sportive offerte sui loro portali.
La questione è tutt’altro che marginale, perché tocca il cuore del modello di business. Le scommesse legate allo sport rappresentano una fetta importante del traffico su queste piattaforme, e la loro classificazione giuridica cambia tutto. Se vengono trattate come contratti finanziari, la competenza passa al livello federale. Se invece vengono considerate scommesse vere e proprie, entrano nel perimetro delle leggi statali sul gioco d’azzardo, con regole molto più severe e in alcuni casi divieti netti.
Washington contro gli stati, con Polymarket nel mezzo
Il governo federale si è mosso più volte a difesa dell’industria. L’amministrazione Trump sostiene che l’unico organismo competente a regolare il settore debba essere la CFTC, la Commodity Futures Trading Commission, e non le singole amministrazioni statali. Non si tratta solo di dichiarazioni di principio, perché la stessa CFTC ha portato in tribunale almeno nove stati per i loro tentativi di intervenire sulla materia.
Dall’altra parte della barricata si è formato un fronte compatto. Una coalizione di 44 procuratori generali statali ha firmato una lettera nella quale si sostiene che la CFTC non abbia l’autorità per regolare le scommesse legate allo sport sui siti di previsione. Un numero che pesa, considerando quanto sia raro vedere un consenso così ampio tra amministrazioni di orientamento politico diverso.
Le parole di Donald Trump Jr. e il tema della vigilanza
In questo quadro si inserisce anche l’intervento pubblico di Donald Trump Jr., che di recente ha partecipato a un evento con procuratori generali statali di area conservatrice. In quella sede ha descritto l’industria delle previsioni come già dotata di una vigilanza solida, definendo questi siti uno strumento controllato da funzionari federali e non dai procuratori generali dei singoli stati. Una posizione perfettamente in linea con quella dell’amministrazione, e coerente con gli interessi economici del fondo che ha appena messo altri capitali sul tavolo.
Il tempismo dell’investimento non passa inosservato. Mentre le cause si accumulano e il perimetro normativo resta contestato, 1789 Capital raddoppia la propria esposizione su una delle piattaforme più conosciute del settore. La valutazione complessiva del round, vicina ai 900 milioni di euro raccolti, racconta di un mercato che continua ad attrarre capitali nonostante l’incertezza sulle regole. Polymarket, contattata per un commento, non ha rilasciato dichiarazioni.










