Vai al contenuto
Offerte

Qualcomm aumenta i prezzi dei chip: cosa cambia per iPhone

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Da lunedì 1 settembre i listini di Qualcomm cambiano, e non di poco: l’azienda ha confermato un aumento dei prezzi a doppia cifra per i suoi chip, applicato a tutte le forniture spedite a partire da quella data. Non è una sorpresa dell’ultimo minuto, visto che l’annuncio era arrivato già a luglio, quando i clienti erano stati avvisati di preparare i bilanci a una voce di costo più pesante. La motivazione ufficiale è tanto semplice quanto poco rassicurante per chi produce smartphone.

Secondo l’amministratore delegato Cristiano Amon, l’azienda non può più farsi carico dei rincari imposti dai propri fornitori. Il concetto è stato spiegato senza troppi giri di parole: si tratta di trasferire ai clienti gli aumenti di costo che Qualcomm sta già subendo. Nessuna operazione di marketing, quindi, ma una scelta dettata da una catena di fornitura che continua a stringere. E gli aumenti non riguarderanno una singola famiglia di prodotti, perché toccheranno l’intera gamma, con trattative gestite cliente per cliente.

Cosa cambia per Apple e per i suoi iPhone

Il punto più interessante riguarda ovviamente Cupertino. Apple sta portando avanti da tempo la transizione verso modem progettati internamente, ma nel frattempo continua ad acquistare componenti da Qualcomm per i modelli di iPhone 17. Quando a settembre arriveranno gli iPhone 18 Pro, i 17 Pro usciranno di scena, mentre iPhone 17 dovrebbe restare in listino come opzione più accessibile. Il che significa che la dipendenza da Qualcomm, per quanto ridotta, non sparirà dall’oggi al domani.

Sul fronte dei chip proprietari, iPhone 17e e iPhone Air montano già il modem C1X, e le indiscrezioni parlano di un nuovo componente firmato Apple, il C2, con velocità 5G superiori, destinato ad alcune versioni di iPhone 18 Pro e al primo iPhone pieghevole. Documenti trapelati da Tata Electronics relativi proprio a iPhone 18 Pro suggeriscono però che negli Stati Uniti Apple potrebbe continuare ad affidarsi a Qualcomm per la parte modem, almeno su una porzione della produzione.

Memorie, listini e ricavi in calo

Il rincaro dei chip non arriva in un momento tranquillo. I prezzi di DRAM e memorie di archiviazione sono già saliti a causa di problemi di approvvigionamento, e questo ha colpito praticamente tutti i produttori di dispositivi. Apple stessa a giugno ha ritoccato verso l’alto i prezzi di Mac e iPad, e le previsioni sui modelli iPhone 18 Pro indicano cartellini più alti rispetto alla generazione precedente. Un effetto domino che parte dai fornitori e finisce, inevitabilmente, sullo scontrino finale. C’è poi un dato che dice molto sul rapporto tra le due aziende. Sempre a luglio, Amon aveva spiegato che i ricavi generati da Apple caleranno più rapidamente di quanto stimato in precedenza, con una contrazione di circa 50 percento tra il trimestre di settembre e quello di dicembre. La causa indicata sono i vincoli di fornitura, che ridurranno la quota di componenti Qualcomm impiegati nella gamma iPhone 18. Un doppio movimento, quindi: da un lato prezzi più alti, dall’altro volumi in discesa sul cliente più prestigioso.

Condividi:
54 Condivisioni