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Polyarc chiude dopo 12 anni: addio allo studio di Moss

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Dopo quasi dodici anni di attività, Polyarc ha chiuso definitivamente. Lo studio statunitense, conosciuto soprattutto per le avventure fantasy della serie Moss, ha comunicato la fine dello sviluppo attivo con un messaggio pubblicato su LinkedIn, nel quale il team ha ringraziato i dipendenti e salutato chi ha condiviso il percorso fino all’ultimo giorno.

Il tono del messaggio dice molto di come è andata. Niente comunicati aziendali freddi, piuttosto un saluto scritto da chi ha lavorato gomito a gomito per oltre un decennio: “Dopo quasi dodici anni trascorsi sulle montagne russe, gioiose e imprevedibili, dello sviluppo di videogiochi, il nostro percorso insieme è arrivato al termine. Con la conclusione dello sviluppo attivo, stiamo salutando i colleghi con cui abbiamo condiviso questo viaggio”. E ancora: “Lavorare fianco a fianco per tutti questi anni è stato un onore. Portare sorpresa e meraviglia a chi ha giocato i nostri titoli è stato un privilegio. Grazie a tutti in Polyarc: il nostro lavoro, ora, è finito. Polyarc è stata la casa di sviluppatori eccezionali in ogni disciplina. Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo percorso”.

Dalla nascita nel 2015 al successo della topolina Quill

Lo studio era nato nel 2015 per iniziativa di Tam Armstrong, Chris Alderson e Danny Bulla, tre nomi che avevano deciso di mettere insieme un gruppo di ex sviluppatori provenienti da Bungie e Rockstar. L’obiettivo dichiarato era piuttosto netto e, all’epoca, anche piuttosto coraggioso: realizzare giochi pensati fin dall’inizio per la realtà virtuale, non semplici adattamenti o esperimenti di contorno.

Da quella scommessa sono arrivati i primi due lavori dello studio, Moss e Moss: Book II, usciti rispettivamente nel 2018 e nel 2022. Due titoli costruiti su misura per la VR, con la piccola topolina Quill come protagonista, accolti molto bene sia dalla critica sia dal pubblico. Un caso raro, in un settore dove la realtà virtuale ha spesso faticato a trovare produzioni capaci di reggere il confronto con i giochi tradizionali, sia sul piano della cura visiva sia su quello della scrittura.

Gli ultimi progetti e l’arrivo di Moss: The Forgotten Relic

Nel 2025 Polyarc ha provato a cambiare registro con Glassbreakers: Champions of Moss, un MOBA ambientato nello stesso universo e sempre sviluppato per la realtà virtuale. Un passo laterale rispetto alle avventure in singolo che avevano reso riconoscibile lo studio, e in generale un tentativo di allargare il pubblico di riferimento.

L’ultimo gioco pubblicato è invece Moss: The Forgotten Relic, arrivato lo scorso luglio. Si tratta di una riedizione che unisce Moss e il suo seguito in un’unica avventura, questa volta riadattata per PC e per le console PlayStation, Xbox e Nintendo, quindi anche al di fuori del visore. L’annuncio parlava di PS5, Xbox, Switch 2 e PC, una scelta che di fatto apriva i due titoli a una platea molto più ampia rispetto a quella, per forza di cose limitata, dell’utenza VR.

Il messaggio diffuso su LinkedIn non entra nel dettaglio delle ragioni che hanno portato alla chiusura, né indica quante persone siano state coinvolte. Si limita a confermare la fine dello sviluppo attivo e i saluti al team, con un ringraziamento rivolto a chiunque abbia attraversato quei dodici anni insieme allo studio. Una formula sobria, che però lascia poco spazio a interpretazioni diverse rispetto a quella più ovvia: Polyarc non lavorerà più a nuovi progetti. Restano i giochi, e in particolare quella serie che per molti ha rappresentato il primo vero incontro con un’avventura pensata davvero per il visore. La storia della topolina Quill, iniziata nel 2018 e chiusa con la raccolta uscita lo scorso luglio su console e PC, è l’eredità concreta di uno studio che aveva deciso di costruire tutto attorno a una tecnologia ancora di nicchia.

Fonte: TecnoAndroid

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