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Prime Video, la scheda Shop arriva dentro X-Ray

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Con l’arrivo di una scheda Shop dentro la funzione X-Ray, Prime Video cambia pelle e diventa anche una vetrina: mentre scorre una serie o un film, chi guarda può aprire il pannello e trovare, accanto alle solite informazioni su attori e colonna sonora, un elenco di prodotti collegati a quello che sta passando sullo schermo. Amazon ha deciso di collegare in modo diretto due mondi che finora convivevano separati, l’intrattenimento in streaming e il negozio online, e lo fa appoggiandosi a uno strumento che gli spettatori abituali conoscono già bene.

La logica è semplice. X-Ray nasce come livello informativo sovrapposto al contenuto, quello che compare mettendo in pausa o richiamando il menu durante la riproduzione, e da anni serve a rispondere alla domanda classica di chi guarda qualcosa in compagnia, ovvero chi è quell’attore e dove è già stato visto. Adesso alla lista si aggiunge una voce commerciale, la scheda Shop, pensata per mostrare articoli in qualche modo legati alla scena o alla produzione che si sta guardando.

Come funziona la scheda Shop dentro X-Ray

Il meccanismo resta all’interno dell’app, senza obbligare a uscire dal film per cercare altrove. Basta aprire X-Ray durante la visione e spostarsi sulla nuova sezione dedicata agli acquisti, dove compaiono i prodotti correlati. È un passaggio che elimina attriti, perché il punto di contatto tra la curiosità dello spettatore e il catalogo di Amazon diventa immediato, senza intermediazioni e senza dover ricordare a fine puntata cosa aveva attirato l’attenzione. Per una piattaforma che vive di abbonamenti e pubblicità, è una mossa che allarga il perimetro. Lo streaming smette di essere soltanto un luogo di consumo passivo e si trasforma in un canale di scoperta, dove il contenuto stesso diventa il catalogo. L’idea di rendere acquistabile ciò che si vede non è nuova nel settore, ma qui viene innestata su una funzione già familiare al pubblico, il che riduce la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di forzato o invasivo.

Shop the Scene e il ruolo di Amazon Lens

Il secondo tassello si chiama Shop the Scene e vive nell’app Shopping di Amazon, alimentato da Amazon Lens, la tecnologia di ricerca visiva dell’azienda. Il principio è quello del riconoscimento delle immagini applicato allo shopping: invece di descrivere a parole un oggetto notato in una scena, si parte dall’immagine e si lascia che sia il sistema a individuare articoli simili o correlati all’interno del catalogo.

Il risultato è un doppio binario. Da una parte l’esperienza integrata nel player di Prime Video, dall’altra quella che parte dall’app di acquisti e usa la ricerca visiva per collegare una scena a prodotti concreti. Due strade diverse che convergono sullo stesso obiettivo, cioè accorciare la distanza tra il momento in cui nasce il desiderio e il momento in cui si può soddisfare con un tocco.

Resta il fatto che una funzione del genere si regge sulla qualità dei suggerimenti. Un abbinamento poco pertinente rischia di essere solo rumore, mentre un risultato azzeccato trasforma una pausa casuale in un acquisto. È su questo equilibrio che si gioca la riuscita della scheda Shop, ed è anche il motivo per cui Amazon ha scelto di affidarsi al riconoscimento visivo invece che a semplici liste compilate a mano.

Fonte: TecnoAndroid

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