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La rimodulazione TIM sulla rete fissa torna a bussare alla porta di una parte dei clienti, con un ritocco al rialzo di 2,99 euro al mese che scatterà dal 1° novembre 2026. L’operatore lo ha comunicato il 14 settembre 2026 nella sezione del proprio sito dedicata alle news e alle modifiche contrattuali, spiegando che la scelta nasce da esigenze economiche legate alla sostenibilità degli investimenti necessari a reggere la crescita costante del traffico dati.
L’aumento, pari a 2,99 euro mensili IVA inclusa, riguarda alcune offerte di rete fissa TIM e non tutte indistintamente. Non esiste infatti un elenco pubblico delle promozioni coinvolte, quindi l’unico modo per capire se la propria linea rientra nel perimetro è guardare la fattura. I clienti interessati hanno ricevuto un messaggio dedicato proprio nella bolletta di linea fissa recapitata nel mese di settembre 2026, con tutti i dettagli della modifica proposta.
Come verificare il costo della propria offerta e l’alternativa in fibra
Per controllare le condizioni economiche attualmente applicate basta consultare la sezione “Dettaglio dei Costi” della fattura, oppure entrare nell’area riservata MyTIM previa registrazione. In alternativa, resta sempre disponibile il numero gratuito del Servizio Clienti 187, che può fornire il quadro completo della situazione contrattuale.
C’è poi una via di uscita alternativa al rincaro, ma con una scadenza piuttosto stretta. Entro il 30 ottobre 2026, previa verifica di copertura e contattando il 187, alcuni clienti coinvolti possono chiedere il passaggio a un servizio con tecnologia FTTH o FWA senza costi aggiuntivi, mantenendo il proprio numero di telefono e pagando un canone mensile inferiore di 1 euro rispetto a quello attuale. Una proposta che, di fatto, ribalta lo scenario per chi ha la fortuna di essere coperto.
Va poi segnalato un dettaglio non secondario. TIM ha precisato che eventuali promozioni attualmente attive sulla linea non subiranno alcuna variazione a seguito della rimodulazione, quindi restano in piedi così come sono.
Recesso gratuito entro il 30 novembre 2026
Chi non intende accettare la modifica ha diritto a recedere dal contratto oppure a passare a un altro operatore senza penali e senza costi di disattivazione, dandone comunicazione entro il 30 novembre 2026. Il diritto di recesso si esercita chiamando il 187, tramite l’Area Clienti MyTIM, recandosi in un negozio dell’operatore, scrivendo a TIM Servizio Clienti Casella Postale 111 00054 Fiumicino (Roma) oppure inviando una PEC all’indirizzo disattivazioni_clientiprivati@pec.telecomitalia.it.
Per posta o PEC serve allegare la fotocopia del documento d’identità dell’intestatario del contratto, indicando nell’oggetto la dicitura “Modifica delle condizioni contrattuali”. Attenzione a un punto che spesso sfugge, perché la comunicazione va inviata anche quando si decide di migrare verso un altro operatore, sempre senza penali né costi di disattivazione.
Rate, modem e apparati in comodato
Il tema dei vincoli merita un chiarimento. Se l’offerta prevede un periodo minimo di permanenza, magari perché legata a una promozione, gli importi contrattualmente previsti in caso di cessazione anticipata non verranno addebitati. Discorso diverso per gli apparati in noleggio o in comodato d’uso, che vanno restituiti a TIM secondo quanto stabilito dalle condizioni sottoscritte al momento dell’attivazione.
Sui pagamenti rateali ancora in corso, per esempio quelli relativi a telefoni, modem, TV o al contributo di attivazione, il cliente può continuare a versare le rate residue fino alla scadenza prevista oppure saldare tutto in un’unica soluzione. In quest’ultimo caso la richiesta va specificata nella comunicazione di recesso o anche successivamente, contattando il 187.
Fonte: TecnoAndroid








