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Play Store, cinque nuove etichette per le app sui Googlebook

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Sul Play Store stanno comparendo cinque nuove etichette che indicano quanto bene un’applicazione riesce a funzionare su un Googlebook. Si tratta di una sorta di classificazione visibile direttamente nella scheda dell’app, utile per capire prima del download se l’esperienza sarà all’altezza di un computer portatile oppure se ci si troverà davanti a una versione pensata per il telefono e poco altro. A notarle per primo è stato un utente, poi l’esperto del mondo Android Mishaal Rahman ha spiegato nel dettaglio il significato di ciascuna categoria. La logica è piuttosto semplice e segue una gerarchia precisa. Si parte dalle app progettate con cura per lo schermo grande e si scende gradualmente fino a quelle che, in pratica, sul portatile non dovrebbero nemmeno finire. Per una piattaforma come i Googlebook, che punta molto sul catalogo del negozio di Google come elemento di forza, avere questo tipo di indicazione cambia parecchio le cose.

Le tre etichette per le app che funzionano su desktop

In cima alla scala c’è Made for desktop, riservata alle applicazioni costruite appositamente per l’ambiente desktop. Funzioni e controlli sono stati cuciti su misura per uno schermo ampio, una tastiera e un mouse. È di fatto il badge da cercare per chi desidera un’esperienza di qualità sul proprio Googlebook, senza sorprese e senza adattamenti posticci.

Un gradino più sotto si trova Optimized for desktop. Qui rientrano i software nati per altri dispositivi ma poi adattati per girare bene su un laptop. Non sono stati riprogettati da zero come un programma desktop tradizionale, eppure il lavoro di ottimizzazione c’è e si vede.

La terza etichetta è Compatible with desktop, che assicura il supporto di base per mouse e tastiera. Non c’è però alcuna garanzia che l’intera interfaccia sia stata ripensata per il formato più grande. Con queste app è quindi lecito aspettarsi qualche compromesso, magari qualche schermata che non sfrutta del tutto lo spazio disponibile o qualche comando meno comodo del previsto.

Quando conviene lasciar perdere l’app

Le ultime due categorie sono forse le più utili in assoluto, perché segnalano quando è meglio evitare del tutto un’applicazione. La dicitura Better on the website significa che è Google stessa a consigliare di aprire il browser al posto dell’app, dato che la versione web offrirà un’esperienza più completa o con prestazioni migliori.

Poi c’è Built for mobile, il campanello d’allarme più esplicito della serie. Indica senza giri di parole che il programma è pensato per il telefono. Potrebbe anche avviarsi sul portatile, certo, ma con un’impaginazione da smartphone e senza alcun test specifico per l’utilizzo su desktop.

Il vantaggio pratico è evidente. Prima di installare qualcosa si sa già cosa aspettarsi, e la scelta tra due alternative diventa molto più rapida. Chi deve decidere tra due app per prendere appunti o per modificare foto, trovandone una con il badge Made for desktop e l’altra marchiata Built for mobile, non ha bisogno di scaricarle entrambe, provarle e poi disinstallare quella sbagliata. Basta un’occhiata alla scheda nel negozio digitale. Ovviamente queste etichette di compatibilità non promettono la perfezione. Per una piattaforma giovane come quella dei Googlebook rappresentano comunque un punto di partenza decisamente più comodo rispetto al classico approccio del tipo scarica e vedi come va, soprattutto perché il Play Store resta uno degli argomenti principali con cui questi portatili cercano di conquistare gli utenti.

Fonte: TecnoAndroid

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