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Utensili Neanderthal in legno: la stampa 3D li riporta in vita

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Per molto tempo l’immagine degli uomini di Neanderthal è rimasta legata a pietre scheggiate, lance piuttosto rudimentali e piccoli gruppi di cacciatori. Oggi però una scoperta fatta in Spagna suggerisce che quel ritratto potrebbe essere incompleto, e il motivo è molto semplice. Gran parte degli oggetti usati da questi nostri antichi parenti è sparita senza lasciare tracce evidenti, perché realizzata con materiali che il tempo cancella. A dare una mano agli studiosi arrivano ora gli utensili in legno individuati in un sito vicino a Barcellona, ricostruiti anche grazie alla stampa 3D.

Il punto di partenza è quasi banale, eppure cambia parecchio la prospettiva. Il legno si lavora con molta più facilità rispetto alla pietra, quindi è lecito pensare che venisse usato spesso. Il problema è che difficilmente riesce a resistere per decine di migliaia di anni. La pietra invece resta, si conserva e finisce nelle teche dei musei. Ecco perché la ricostruzione della vita quotidiana dei Neanderthal si è sempre basata soprattutto su ciò che è sopravvissuto, lasciando nell’ombra tutto il resto.

Il sito di Abric Romaní e i 597 reperti

Utensili Neanderthal in legno: la stampa 3D li riporta in vita

Credits: TecnoAndroid

La novità arriva da Abric Romaní, un sito archeologico che si trova non lontano da Barcellona. Qui un gruppo internazionale di ricercatori ha analizzato ben 597 tra resti e impronte di legno, materiale che appartiene a un arco temporale compreso tra 62.000 e 40.000 anni fa. Si tratta di un numero importante, soprattutto se si considera quanto sia raro imbattersi in reperti di questo tipo così antichi.

Il dettaglio delle impronte merita un attimo di attenzione. Non sempre l’oggetto originale è arrivato fino a noi, ma in diversi casi ha lasciato un segno nel terreno, una sorta di calco naturale che ne conserva la forma. Proprio da queste tracce gli studiosi possono risalire all’aspetto degli strumenti, anche quando il legno vero e proprio è ormai scomparso. Un lavoro paziente, quasi da detective, che permette di recuperare informazioni altrimenti perdute per sempre.

Quando la tecnologia aiuta a leggere il passato

Utensili Neanderthal in legno: la stampa 3D li riporta in vita

Credits: TecnoAndroid

È qui che entra in gioco la tecnologia, con un ruolo sempre più rilevante nella ricerca archeologica. La stampa 3D consente di ricostruire questi utensili Neanderthal vecchi di circa 60.000 anni, trasformando segni e frammenti in oggetti concreti, osservabili e studiabili. Per gli archeologi significa poter toccare con mano qualcosa che fino a poco tempo fa esisteva soltanto come ipotesi o come semplice traccia nel sedimento.

Scoperte di questo genere offrono uno sguardo insolito sulla vita quotidiana dei Neanderthal, molto diverso da quello a cui ci si è abituati. Accanto alle lance e alle pietre lavorate compare infatti un intero repertorio di oggetti in legno, rimasto a lungo invisibile proprio per la natura deperibile del materiale. Il quadro che ne emerge restituisce l’immagine di comunità capaci di sfruttare le risorse a disposizione in modo più ampio di quanto si pensasse.

Non è un caso che il materiale recuperato ad Abric Romaní stia attirando l’interesse degli specialisti. Avere a disposizione centinaia di reperti lignei distribuiti su un periodo così lungo, tra 62.000 e 40.000 anni fa, permette di osservare questi gruppi umani da un’angolazione nuova. E di colmare almeno in parte quel vuoto lasciato dagli oggetti che il tempo ha cancellato, grazie al lavoro del gruppo internazionale di ricercatori impegnato nello studio dei 597 resti e impronte rinvenuti nel sito vicino a Barcellona.

Fonte: TecnoAndroid

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