C’è un problema di batteria dei Pixel che Google conosce da ben quattro mesi e che ancora non ha risolto. Chi possiede un modello recente della gamma lo conosce fin troppo bene, quella sensazione di vedere la percentuale scendere molto più in fretta di quanto ci si aspetterebbe da una cella così capiente. Il fastidio è reale e le lamentele si accumulano, soprattutto tra chi ha speso parecchio per un telefono di fascia alta.
Il punto è che dietro a questo consumo anomalo della batteria ci sarebbe un difetto ben preciso, segnalato nel Google Issue Tracker già dallo scorso aprile. Da quando è arrivato l’aggiornamento di marzo 2026, la CPU del chip Tensor non riesce più ad andare davvero a dormire. Quando uno smartphone Android resta fermo, con lo schermo spento e senza cavo di ricarica per un certo periodo, dovrebbe entrare in una modalità chiamata Deep Doze. In quella fase il sistema operativo dice al kernel Linux che l’attività in background è quasi nulla, e il kernel porta la CPU Tensor al suo stato più basso di funzionamento.
Perché la CPU Tensor non riesce a riposare
Con questo bug tutto salta. Il telefono non entra in Deep Doze e la CPU continua a svegliarsi in continuazione, anche in modalità aereo con lo schermo spento. Le segnalazioni raccolte nel tracker citano nome e cognome dei modelli coinvolti, ovvero Pixel 8 Pro, Pixel 9 Pro e Pixel 10 Pro, comprese le rispettive versioni XL. Il risultato è quel drenaggio della batteria in background che tanti utenti Pixel conoscono ormai a memoria.
Sono passati quattro mesi e Google non ha ancora sistemato la faccenda. C’è chi sostiene che la colpa non sia di Google ma delle app scritte male. Una teoria molto diffusa punta il dito contro le applicazioni di Meta, cioè Facebook, Instagram, Facebook Messenger e WhatsApp. In molti giurano che disinstallandole tutte la durata migliora. Peccato che alcuni utenti abbiano provato proprio questa strada, cancellando ogni app di Meta, salvo poi ritrovarsi comunque con un consumo di 2 punti percentuali all’ora in modalità aereo. Poi c’è un’altra spiegazione che gira, legata al firmware del baseband. In pratica il modem resterebbe sveglio, intrappolato in una specie di loop che svuota la batteria, e questo accadrebbe soprattutto usando una connessione Wi-Fi.
Cosa aspettarsi dai Pixel 11 in arrivo
Nel frattempo la buona notizia è che la gamma Pixel 11 è ormai a poche settimane dal debutto, e diversi elementi lasciano pensare a un’autonomia migliore. Prendiamo Pixel 11 Pro XL, che secondo le indiscrezioni avrà una batteria da 5115 mAh, un filo più piccola dei 5200 mAh di Pixel 10 Pro XL. Eppure, nonostante la capacità ridotta, potrebbe durare di più.
Il motivo sta nel processore Tensor G6, prodotto da TSMC con il processo produttivo a 2 nanometri. Più densità di transistor significa consumi inferiori. I chip a 2 nanometri di TSMC useranno inoltre l’architettura Gate-All-Around, con i gate che circondano i canali su tutti e quattro i lati. Questo riduce le dispersioni di corrente e permette ai transistor di passare più velocemente dallo stato acceso a quello spento, migliorando prestazioni ed efficienza.
E c’è un altro dettaglio non da poco. La gamma Pixel 11 monterà per la prima volta un modem MediaTek, il modello M90, più efficiente dei modem Samsung usati in passato. Anche questo dovrebbe contribuire a spremere qualche ora in più di autonomia dai nuovi Pixel.


