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Perplexity Portable Computer sbarca finalmente su Windows, e questo significa che l’agente AI capace di lavorare in locale non è più prerogativa esclusiva di chi possiede una macchina da laboratorio. Fino a poco tempo fa serviva un sistema NVIDIA DGX Spark, roba da circa 4.600 euro, per mettere le mani su questa tecnologia. Adesso, grazie alla collaborazione tra Perplexity e NVIDIA, basta un PC con una scheda grafica NVIDIA RTX compatibile. Che poi tanto economica, come vedremo, non è.
Il percorso è stato piuttosto rapido. Prima era arrivato il Personal Computer, pensato per delegare a un agente intelligente attività complesse, poi alla fine del mese scorso la presentazione di Portable Computer, all’epoca legato ai soli sistemi DGX Spark. Adesso la platea si allarga parecchio, almeno sulla carta.
Cosa fa davvero Portable Computer e perché il locale conta
Il cuore della faccenda sta tutto in una parola: elaborazione locale. I modelli di intelligenza artificiale, gli strumenti di contorno e l’agente stesso vengono installati direttamente sul computer di chi lo usa. Niente passaggio obbligato dal cloud, niente dati che viaggiano avanti e indietro su server lontani.
I vantaggi sono sostanzialmente due, e sono entrambi concreti. Il primo riguarda la privacy, perché tutto quello che viene affidato all’agente resta sul dispositivo, senza il rischio che informazioni sensibili finiscano dove non dovrebbero. Il secondo è una questione di portafoglio: le operazioni eseguite in locale non consumano token, quindi il conto finale si alleggerisce parecchio rispetto a un uso intensivo dei servizi cloud.
Detto questo, il sistema non è rigido. Quando un flusso di lavoro si fa troppo complesso per l’hardware domestico, Portable Computer può appoggiarsi a modelli cloud più potenti. Non lo fa di nascosto, però: serve prima l’autorizzazione esplicita dell’utente per trasferire l’attività altrove. Un dettaglio che, considerando il tema privacy, pesa più di quanto sembri.
Modelli supportati e il nodo della VRAM
Qui la situazione si fa un po’ più articolata. Portable Computer supporta Qwen 3.8 27B e PPLX 27B, quest’ultimo una versione di Qwen 3.8 sottoposta a un ulteriore addestramento da parte di Perplexity. Il punto è che entrambi restano appannaggio esclusivo dei sistemi NVIDIA DGX Spark.
Tradotto: chi lavora su un PC Windows o Linux con GPU RTX può eseguire localmente soltanto Qwen 3.8. Perplexity però sta già lavorando all’integrazione di un altro modello, NVIDIA Nemotron 3.5 Lightning, che secondo i piani dovrebbe funzionare sia su Linux sia su Windows.
E veniamo al requisito che farà storcere il naso a molti. Per far girare Portable Computer su Windows serve una GPU NVIDIA RTX con almeno 24 GB di VRAM. Non è una richiesta banale. Le schede compatibili sono RTX 3090, RTX 3090 Ti, RTX 4090 e RTX 5090, a cui si aggiungono alcune soluzioni professionali per workstation come RTX Pro 4000, RTX A5000 e RTX Pro 6000.
Il conto finale resta salato, ma meno di prima
Parliamoci chiaro, nessuna di queste schede grafiche si trova a prezzi da entry level. Sono componenti costosi, pensati per chi lavora con grafica, rendering o carichi computazionali pesanti, non certo per l’utente medio che accende il PC per navigare e guardare qualche video. La barriera hardware, insomma, resta alta.
Però il confronto va fatto con quello che c’era prima. Una configurazione NVIDIA DGX Spark completa costava molto di più, e comprarla solo per provare un agente AI in locale aveva poco senso per la stragrande maggioranza delle persone. Chi ha già in casa una RTX 4090 o una RTX 5090, magari per il gaming o per lavoro, si ritrova ora con una porta aperta su una tecnologia che fino a poche settimane fa era riservata a una nicchia ristrettissima.
Fonte: TecnoAndroid








