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PayPal, come scoprire in pochi passaggi se il conto è stato violato

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Controllare periodicamente il proprio account PayPal è diventato un gesto di ordinaria manutenzione, un po’ come dare un’occhiata all’estratto conto. Il motivo è semplice: secondo l’Internet Crime Report dell’FBI relativo al 2025, le denunce di reati informatici hanno superato il milione, con una curva che continua a salire anno dopo anno. E fra i bersagli preferiti dei truffatori ci sono proprio i servizi di pagamento, dove l’accesso non autorizzato a un profilo può tradursi in soldi che escono senza che nessuno se ne accorga. Esiste però un controllo rapido, fatto di pochi passaggi, che permette di capire se qualcuno si è intrufolato.

I segnali che meritano attenzione immediata

Non ogni anomalia significa che il conto è stato violato, ma alcuni indizi vanno presi sul serio. Il più chiaro riguarda le transazioni non autorizzate: nella sezione “Attività” compare lo storico dei movimenti, e pagamenti verso destinatari sconosciuti o importi che non si riesce a ricollegare a nulla sono un campanello d’allarme pesante.

Poi c’è il caso della password che all’improvviso non funziona più. Dopo un’intrusione i criminali spesso la cambiano subito, così da tagliare fuori il legittimo proprietario. Se le credenziali abituali vengono rifiutate senza che nessuno le abbia modificate, serve reagire in fretta. Vanno lette con attenzione anche le email di conferma per operazioni mai avviate: notifiche di accesso da dispositivi o località mai visti, richieste di reimpostazione della password, avvisi sull’aggiunta di nuovi metodi di pagamento. Discorso simile per i dispositivi collegati. Cliccando sull’icona dell’ingranaggio in alto a destra, aprendo “Sicurezza” e poi “Gestisci” accanto alla voce dedicata agli accessi, si ottiene l’elenco completo. Uno smartphone, un computer o un browser irriconoscibile significa che qualcun altro è entrato. Ultimo segnale, spesso sottovalutato: la ricezione di un codice 2FA via SMS mentre non si sta effettuando nessun accesso. In quel caso qualcuno conosce già la password e sta provando a usarla.

Cosa fare finché l’accesso è ancora possibile

Se il login funziona, ogni minuto conta. Primo passaggio, cambiare la password aprendo PayPal direttamente dal browser: ingranaggio, “Sicurezza”, “Password”. Meglio scegliere una combinazione di almeno 16 caratteri con maiuscole, minuscole, numeri e simboli, da usare esclusivamente qui. Un password manager come Bitwarden o Dashlane risolve il problema di doverla ricordare.

Secondo passaggio, chiudere tutte le sessioni attive dalla stessa area “Sicurezza”, rimuovendo ogni voce sospetta fra dispositivo, località e orario di accesso. Terzo, verificare i metodi di pagamento collegati: dal menu in alto si apre il “Portafoglio”, dove controllare conti bancari e carte salvate ed eliminare quelli non aggiunti personalmente. Sotto “Pagamenti” si trovano invece gli addebiti diretti ricorrenti autorizzati ai commercianti. Se compare qualcosa di ignoto, basta selezionarlo e annullarlo, confermando l’operazione. In presenza di una carta o di un conto corrente collegato, conviene avvisare anche la banca.

Quarto passaggio, la segnalazione. Dal menu “Assistenza” si raggiunge il Centro Risoluzioni, dove selezionare la transazione, procedere e scegliere l’opzione relativa all’accesso non autorizzato. In alternativa si può partire dal movimento sospetto in “Attività”, usare “Richiedi assistenza” e affidarsi all’assistente basato sull’intelligenza artificiale. PayPal di norma gestisce questi casi entro 10 giorni e rimborsa la somma, a condizione che la segnalazione arrivi entro 180 giorni dall’addebito. Quinto passaggio, attivare la verifica in due passaggi da “Sicurezza”. Ancora meglio, configurare una passkey, opzione che PayPal mette a disposizione nello stesso menu e che elimina del tutto la necessità di una password.

Quando l’accesso è già stato perso

Se la password non funziona più, l’attaccante ha già chiuso la porta. Dalla pagina di login si usa la voce per il recupero, inserendo l’indirizzo email a cui arriverà il link di reimpostazione. Nel caso in cui anche l’email sia stata modificata, serve contattare direttamente il servizio clienti, tramite la pagina di assistenza personale del sito oppure telefonicamente. Utile avere sotto mano data di nascita, movimenti recenti e dati di pagamento, elementi con cui PayPal verifica l’identità e ripristina l’accesso. Va poi presentata denuncia alle forze dell’ordine. Sembra burocrazia inutile, ma il numero di protocollo serve spesso per il chargeback bancario o per eventuali azioni legali successive. Sul fronte della prevenzione, restano validi i soliti presidi: password unica, phishing da riconoscere ricordando che PayPal non chiede mai di inserire le credenziali tramite link nelle email, nessun accesso da reti aperte di bar, hotel o stazioni senza VPN o connessione dati, e casella di posta protetta con password robusta e autenticazione a due fattori, perché è da lì che passa il reset di quasi ogni servizio online.

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