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Per spostare il carro armato più letale del pianeta serve qualcosa di altrettanto smisurato, e quel qualcosa si chiama Oshkosh HET A1, il camion militare che da mezzo secolo si occupa di caricare sul pianale l’M1 Abrams e portarlo dove serve. Perché il problema, oggi, è banale quanto ingombrante: il principale carro da combattimento dell’Esercito statunitense ha continuato a ingrassare negli anni, arrivando a sfiorare le 70 tonnellate. Farlo viaggiare con le proprie forze significherebbe coprire lunghe distanze a passo di lumaca, consumando cingoli, meccanica e pazienza dell’equipaggio.
Da qui l’idea, tutt’altro che nuova, di affidare il trasporto a un mezzo dedicato. La famiglia dei HET, sigla che sta per Heavy Equipment Transporter, è in servizio dal 1976 e porta sempre lo stesso marchio, quello di Oshkosh, la stessa azienda che ha sviluppato il successore dell’Humvee. La versione attuale, designazione militare M1070A1, è arrivata negli anni Novanta per sostituire il vecchio Oshkosh M911, che con un Abrams sempre più pesante iniziava seriamente a soffrire.
Cinquant’anni passati a caricare carri armati
Il compito dell’Oshkosh HET A1 è evitare che l’M1 Abrams debba muoversi su strada o su altri terreni, riducendo l’usura di un mezzo che alla massima velocità tocca i 67 km/h su asfalto. Non trasporta però soltanto il carro principale: sul pianale possono salire anche i veicoli da combattimento di fanteria Bradley, i mezzi di recupero e persino macchinari pesanti da costruzione.
Il curriculum operativo è corposo. Il camion ha lavorato nei conflitti in Kosovo, in Afghanistan e in Iraq, con una capacità di carico che supera le 100 tonnellate. Nel 2010 è arrivato un aggiornamento profondo: motore più potente, sospensioni migliorate, nuovi impianti elettrici e sistemi diagnostici aggiornati, oltre a nuovi assali e ruote. L’obiettivo era renderlo più maneggevole e affidabile. Anche la cabina è stata rivista, più ampia e predisposta per ricevere blindature aggiuntive, con qualche comodità in più per chi ci passa le giornate, aria condizionata inclusa.
Numeri da capogiro e due verricelli da grù militare
Sotto il cofano dell’ultima versione lavora un diesel Caterpillar C18 da 18,1 litri e 700 CV, abbinato a un cambio automatico Allison a sette rapporti. La velocità massima arriva a 80 km/h, che per una cosa del genere è già notevole. Le misure raccontano il resto: 9,7 metri di lunghezza, oltre 2,5 metri di larghezza, 3,7 metri di altezza e un peso a vuoto di 20,7 tonnellate.
Le ruote sono otto, con trazione integrale permanente, e quattro di queste sono sterzanti, quelle del primo e del quarto asse. Un dettaglio che spiega perché, nonostante la stazza, il mezzo si riesca a manovrare senza troppi drammi. Davanti ci sono sospensioni a balestra, dietro un impianto pneumatico, e il risultato è un camion che se la cava sorprendentemente bene lontano dall’asfalto, su sterrati e terreni impegnativi. La capacità di guado tocca i 71 centimetri e il sistema centralizzato di gonfiaggio regola la pressione degli pneumatici in base al fondo, anche in movimento.
Poi ci sono i due verricelli, che da soli meriterebbero un capitolo a parte: quasi 25.000 kg di capacità di trazione ciascuno. Servono a recuperare mezzi corazzati guasti o immobilizzati, un po’ come farebbe un carro attrezzi in versione militare, e all’occorrenza aiutano il camion stesso a tirarsi fuori dai guai. In cabina trovano posto fino a sei persone: due operatori del mezzo e fino a quattro membri dell’equipaggio del veicolo trasportato.
Una flotta che non conosce pensione
I numeri produttivi confermano quanto questo camion sia diventato centrale. Della prima variante del HET A1 arrivata negli anni Novanta, Oshkosh ha costruito circa 2.500 esemplari consegnati all’Esercito statunitense. Della versione aggiornata sono state assegnate circa mille unità. Resta di fatto il pilastro del trasporto pesante di tutte le forze armate americane, Corpo dei Marines compreso.










