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Le consegne di Amazon potrebbero presto portarsi dietro un dettaglio tutt’altro che trascurabile. Gli occhiali smart indossati dai corrieri Amazon scatteranno foto quasi senza sosta a tutto ciò che entra nel loro campo visivo durante l’utilizzo, persone e proprietà private comprese. Si parla di diverse migliaia di immagini nell’arco del turno tipico di un singolo autista, un archivio enorme che il gigante delle spedizioni intende caricare sulla propria piattaforma di intelligenza artificiale chiamata Wellspring. Alla domanda su un’eventuale possibilità per i clienti di sottrarsi a questa raccolta, Viraj Chatterjee di Amazon ha risposto con una franchezza che lascia poco spazio all’interpretazione: “Non ci abbiamo pensato”.
Occhiali smart Amazon, l’obiettivo dichiarato e i dubbi sulla sorveglianza
Secondo Chatterjee i dati raccolti dagli occhiali intelligenti servirebbero soltanto a migliorare il processo di consegna. Nessun intento di controllo, almeno nelle parole dell’azienda, che ha precisato come l’idea non sia mai stata quella di fare qualcosa di simile alla sorveglianza. Una rassicurazione che però arriva in un contesto già piuttosto delicato. I conducenti che portano i pacchi Amazon conoscono bene l’effetto delle tecnologie di monitoraggio, visto che da tempo lavorano con telecamere AI installate a bordo dei veicoli. E le lamentele non sono mancate. C’è chi ha segnalato che il sistema non riconosceva le cinture di sicurezza correttamente allacciate, chi si è ritrovato costretto ad accostare solo per bere un sorso di caffè e chi ha visto finire online i filmati registrati da quelle stesse videocamere. Esperienze che inevitabilmente pesano sul modo in cui viene accolto un nuovo dispositivo capace di immortalare tutto quello che il lavoratore ha davanti agli occhi.
Volti sfocati e mandati, ma nessun controllo per i clienti
Sul fronte della privacy Amazon ha illustrato alcune misure. Stando a Chatterjee i sistemi dell’azienda sfocheranno automaticamente le persone e le targhe presenti nelle immagini prima che queste vengano sottoposte alla revisione da parte di personale umano. Un passaggio che dovrebbe ridurre l’esposizione di dati sensibili, ma che non chiude tutte le questioni aperte. La società ha infatti confermato che le foto scattate dagli occhiali smart potrebbero essere ottenute dalle autorità tramite un mandato. Non ha invece voluto chiarire per quanto tempo intende conservare questo materiale, un punto tutt’altro che secondario quando si parla di migliaia di scatti al giorno per ogni singolo autista.
C’è poi l’aspetto che riguarda direttamente chi riceve i pacchi. A quanto emerso i clienti Amazon non avranno modo di visionare le immagini che li ritraggono o che mostrano la loro abitazione, né potranno chiedere all’azienda di cancellarle. In pratica chi apre la porta al corriere non avrà alcuno strumento per sapere cosa è stato registrato né per intervenire su quei file.
Quanto alla resa, le fotografie catturate dagli occhiali dovrebbero avere una qualità simile a quella degli scatti veloci che i fattorini fanno già oggi al momento di lasciare un pacco davanti alla porta. Nulla di particolarmente sofisticato dal punto di vista visivo, dunque, ma con una frequenza decisamente superiore. E i numeri del progetto raccontano di un’iniziativa tutt’altro che marginale. Amazon prevede di distribuire altri 20.000 paia di questi dispositivi indossabili entro la fine del 2027, mentre i conducenti che li hanno utilizzati durante il programma pilota hanno già completato oltre 275.000 consegne.
Fonte: TecnoAndroid








